Oggi sono felice di aver scelto il rumore del mio mare, i miei caruggi, i profumi e i suoni della terra e il lavoro all’aria aperta nella mia azienda (Riccardo Sancio) 

Riccardo SancioRiccardo Sancio: raccontare  il suo modo di concepire, e realizzare, il suo vino è un’avventura dello spirito che inebria ancora prima di aver stappato la prima bottiglia. Riccardo racconta e si racconta con grande umanità anche in questa occasione in cui presenta tre vini innovativi realizzati con tecniche molto particolari. Delle vere e proprie novità per quanto riguarda il ponente della nostra regione. Onore e vanto di una cantina eccellente.
Interessanti, a partire dall’utilizzo per i primi due vini, Lumassina  e Vermentino di anfore in terracotta tanto antiche nella concezione quanto moderne nella realizzazione da parte di un’azienda di Vado: la Clavyer. Argille particolari e selezionate, cotte a 1200°in modo tale da generare una struttura compatta, tetragona allo scambio con l’esterno.

Estica è una Lumassina nata nel 2019. Verso fine fermentazione l’abbiamo messa nell’anfora – ci racconta Riccardo Sancio. A fine fermentazione non abbiamo effettuato il canonico travaso ma l’abbiamo lasciata sulle fecce. Settimanalmente abbiamo effettuato un battonage per rimettere le fecce in sospensione.” E poi il giudizio di Sancio arriva puntuale “Abbiamo ottenuto un arrotondamento tipico con perdita di spigolosità della spalla acida,  che è una caratteristica della Lumassina. Abbiamo riscontrato note diverse. Non abbiamo voluto fare un vino “più buono”, ma sperimentare nuovi percorsi.”
Pramno   è invece il nome del secondo vino in anfora.

Riccardo Sancio “Era un vino dell’Antica Grecia. E’ stato descritto nell’Odissea: era il vino della maga Circe. Pramno era una zona della Grecia e si diceva che questo vino avesse proprietà taumaturgiche – racconta ancora Riccardo Sancio. Era un vino d’anfora certamente rosso ma io l’ho voluto realizzare in bianco concedendomi una licenza poetica. “
Si tratta di Vermentino e per Sancio è stato  “Un percorso identico per entrambi i vini. Mi fa piacere ricordare che non stiamo parlando di vini stabilizzati chimicamente e che hanno ricevuto interventi minimi. Non abbiamo aggiunto solfiti durante l’affinamento.”

Per Sancio quello di Pramno è “Un risultato eclatante che ha prodotto note balsamiche, molto diverse da quelle di partenza. Indubbiamente c’è una nota di albicocca sotto spirito molto particolare.”

 

Le radici delle nostre vigne affondano nei terreni di Cappellania, località sulle alture di Spotorno dove, quasi 50 anni, fa mio padre Mario inizia a curare le prime vigne e fonda la prima cantina per la produzione del Pigato, che allora, in onore dei terreni su cui appunto sorgeva, si chiama “Azienda Cappellania”.

Riccardo SancioLady Chatterley , rappresenta la parte finale di un progetto che ha avuto alcune, significative , tappe di avvicinamento. Si è partiti da una Lumassina ferma, passando poi per un metodo Charmat di Lumassina e poi il Marin, metodo ancestrale. Un progetto di tre anni che troverà il suo culmine a Natale quando sarà reso disponile la versione 30 mesi. A Riccardo Sancio Piace ricordare come nel corso di una degustazione proposta a Nizza Monferrato, quando il vino era sui 20/22 mesi, degustatori eccellenti non hanno saputo dire, alla cieca, quale potesse essere la base spumante. Ma alla fine solo applausi.
Lady Chatterley è un vino sul quale ho puntato molto in termini di investimenti di risorse, attenzioni e tempo -confessa Sancio che aggiunge – ma volevo legare un vino a Spotorno  e ad una figura femminile.” Un vino che ha mantenuto la sua identità di Lumassina e non vuole scimmiottare nessuno anche se ha conquistato, ci rivela il produttore, il cuore di Daniela Serra, enologa della Sinergo di Nizza Monferrato, che appunto segue la produzione.

Sancio ci tiene a sottolineare di aver  voluto mettere in evidenza Spotorno, la donna e il prodotto stesso. “Da un po’ di tempo a questa parte il produttore ha preso il primo posto a discapito del vino prodotto. Ho voluto invertire la tendenza tanto che sul fronte etichetta non c’è neppure citato il nome della mia cantina.Siamo contadini e non facciamo nulla di strano.”

 

Con la costruzione della nuova cantina (circa 300 mq) nel 1995, l’azienda inizia a dotarsi delle prime attrezzature, tra cui le vasche termo condizionate per la produzione dell’amato Pigato.Nel 2000 l’azienda diventa SANCIO AZIENDA AGRICOLA con circa 6 ettari attuali che ospitano diversi vigneti posizionati in luoghi suggestivi della nostra meravigliosa striscia di terra affacciata sul mare: Spotorno, Vezzi San Giorgio, Orco Feglino, Finale Ligure e Celle Ligure. Nel 2006 la cantina si amplia fino a coprire 600 mq.

“E’ un motivo di grande soddisfazione aver creduto nella Lumassina quando sarebbe stato più facile puntare sui certamente noti Pigato e Vermentino -ci assicura Sancio. Un tempo la Lumassina era prigioniera della sua acidità e suscitava un ragionevole sospetto da parte della ristorazione. Non è stato facile perché dobbiamo operare su un terreno difficile, composto prevalentemente di terrazzamenti.” E infine un atto d’amore nei confronti della Lumassina “ Ormai i vini estremante acidi, ai limiti dell’imbevibile, sono un lontano ricordo -assicura convinto Sancio. La Lumassina è una pianta vigorosa e complicata, con una vendemmia tardiva e produce grandi quantità di uva. Sono necessari forti diradamenti altrimenti non si arriva ai 5/6 gradi . Se ne deve buttare via tanta per giungere ai necessari 11/12 gradi perfetti, insieme alla notevole base acida, per realizzare spumanti.” E da come guarda la bottiglia di Lady Chatterley, c’è da credere che Riccardo Sancio abbia in testa molto idee frizzanti.

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