Mi succede spesso in queste sere di ritrovarmi al tavolo a spiegare le differenze tra Pigato e Vermentino, parlare di questi due vitigni liguri, perché noto che se ne fa grande confusione e non si hanno le idee chiare.
Ecco qua una veloce e micro didattica tanto per farvi capire meglio le differenze e chiarire le idee nel momento in cui vi trovate davanti ad una carta dei vini e la scelta di cosa mettere nel bicchiere durante la vostra cena.

Pigato e VermentinoIl nome Pigato deriva dal dialetto “Pigau”, che significa appunto picchiettato, oppure, come avevo già scritto, dal latino “ Picatum”, cioè aromatizzato con la pece. Secondo la storia poi, è originario della Tessaglia e arriva in Liguria intorno al 1600.
Lo troviamo nella Riviera Ligure di Ponente, nel Savonese, nella piana di Albenga e nella Val d’Arroscia. Ha un bel grappolo compatto, con l’acino a sfera e la buccia puntinata, di medio spessore, dorata-ambrata. Ha una buona produttività, abbondante e costante.
Nel bicchiere si presenta di un bel giallo paglierino con riflessi verdognoli. I sentori sono fruttati e floreali, spiccano soprattutto le erbe aromatiche liguri. Al palato é sapido e fresco, morbido, con una buona persistenza aromatica e un finale che sa di mandorla. Ha buonissime potenzialità di evoluzione anche nel corso di due, tre anni. E’ di facile abbinamento con tutti i piatti di pesce, ma il suo abbinamento perfetto lo raggiunge con un bel piatto di pasta con il pesto.
Il Pigato é in effetti il vino più conosciuto della Liguria e viene erroneamente considerato un vino autoctono e instilla il dubbio che il Vermentino ne sia un suo parente stretto.

Il Vermentino invece, fu importato dalla Spagna nel 1390, passando prima per la Corsica. E lo troviamo oltre che in Liguria, anche in Toscana e Sardegna.
Ha un bellissimo chicco anche lui a sfera con la buccia gialla , piuttosto consistente con riflessi tendenti al verde. Ha una buona resistenza agli agenti esterni e la sua produttività è buona.
Il suo colore é giallo paglierino, più intenso del Pigato, con riflessi verdognoli. E’ fruttato, vegetale, fresco, sapido e morbido, con una discreta struttura. Si accompagna a tutti i piatti della nostra cucina, poco elaborati e di facile esecuzione. E’ il vitigno più diffuso in Liguria, pur essendo meno conosciuto del Pigato.
La differenza principale tra le due uve è al momento della maturazione dei grappoli e di conseguenza dal colore dell’acino. Nel bicchiere, invece, il Pigato e forse più ruvido, concreto, un vino che può invecchiare tranquillamente per qualche anno ancora rispetto alla data dell’etichetta, un vino sobrio, senza fronzoli che lascia ben poco all’ immaginazione, ma ti trasmette sentori concreti e tangibili già al primo sorso.

santamonicaIl Vermentino é invece decisamente più elegante, sottilmente delicato e profumato, meno invasivo, più rotondo e morbido. Resta comunque sempre il gusto personale, soggettivo, la scelta che può essere quella dettata anche dalla piacevolezza di un’etichetta, dalla rinomata nomea del produttore o dalla “ non conoscenza” di uno o dell’altro vitigno che ci portano alla nostra scelta finale, a quella che avremo nel bicchiere e ci accompagnerà lungo tutta la cena. Solo che adesso abbiamo le idee un po’ più chiare.

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