Non è facile mangiare genovese a Genova. Lo diciamo subito, in fase di premessa. Purtroppo la grande moria di trattorie, spesso ubicate nell’entroterra, e la perversione di certi gusti nostrani ad uso e consumo di preferenze globalizzate, ci ha fatto perdere in genuinità.

Per cui, registrare un luogo del cibo come la Picagetta, che risponda alle caratteristiche della tradizione, almeno ci consola. Ci siamo seduti al tavolo , interno anche se il locale offre un ampio dehor con vista piscina di Albaro, e abbiamo trovato un menù carico di premesse e promesse, vedremo poi mantenute.

picagetta

Voto al locale 7,5

Lo chef è il vulcanico Massimiliano Chiappino, navigato interprete della cucina e, lo diciamo subito, in grado di mantenere la rotta e gli equilibri di gusto, tra l’aderenza alle sacre tavole del gusto genovese e le necessità di ripulire la cucina di casa da qualche gravame. Ne sortisce un menù che si fa piacevolmente scorrere: non mancano i classici ma anche qualche “extra” di carne e di pesce.

Fedeli a quanto detto in premessa abbiamo declinato secondo tradizione le nostre richieste. Come antipasto abbiamo optato per della panissa fritta, ineccepibile, tagliata a losanga e non a brichetto. Cottura perfetta, gusto da sciamadda nel suo inseme. leggera senza effluvi di olio e senza invasioni di sovragusti.

Voto alla panissa 7,5

Non poteva mancare il minestrone che a la  Picagetta viene servito passato con abbondante pesto. Non c’è pasta per un errore del sottoscritto in fase di  comunicazione. Vale solo questa mancanza per farci propendere per un ritorno…Minestrone equilibrato nei gusti e secondo regole, visto che il minestrone non si reinterpreta. Pesto senza slanci, più gentile che “maleducato”.

Voto al minestrone 7 

(mezzo punto in meno perché passato integralmente)

picagetta

Cosa c’è di più semplice di un baccalà alla ligure se si inizia a centrare la qualità del prodotto principale? Missione compiuta dallo chef. Confessiamo  questa scelta come quella che ci ha fato propendere per la nostra visita, avendo avuto occasione di assaggiarlo in altra sede. Corrette le consistenze, esplosione di retogusti al palato da parte del protagonista senza che nessuno dei gusti complementari gli rubasse la scena. Realizzazione perfettamente azzeccata.

Voto al baccalà 9,5

Abbiamo accompagnato le portate con un Ciliegiolo di Bisson che abbiamo scelto da una carta di vini non molto ampia ma studiata con grande, potremmo dire ovvia, attenzione al territorio.

Voto al vino 7

Voto ai vini 7

La Picagetta è un  locale è moderno ma con tratti di genuina, sentita, coreografia. All’esterno, complice la serata (sabato)  e la stagione, un po’ di comprensibile calca. All’interno tavoli ben spaziati tra loro. Cortese e sollecito il servizio da parte di tutto il personale ed in particolare di Roberto Anchini. Corretto il prezzo in ragione dell’ubicazione e della qualità. Il minestrone esce a 11 euro, il baccalà a 18 euro e la panissa a 6 euro. Il vino correttamente ricaricato.

Valutazione generale 8

In sintesi. Se amate la cucina genovese e la volete degustare in una versione consapevole e corretta, questo è un locale affidabile. Particolarmente adatto, anche per il contorno legato all’Albaro Arena Village, a chi volesse far degustare la cucina genovese ad amici “foresti”.

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