L’Ostaia de Banchi non  è certo una novità per il gusto dei genovesi e nemmeno per noi stessi. Di solide certezze stiamo parlando che ogni volta si riaffermano, assaggio dopo assaggio, piatto dopo piatto .

Con l’arrivo del giovane Alessandro Busi, ad affiancare ai fornelli Stefano Blè, sicuramente il panorama in carta è variato. Le proposte che Sergio Caniffi, da bile anfitrione porta in tavola, sono sempre legate alla tradizione ma con ampie aperture al nuovo.

Tuttavia, nelle nostre scelte, abbiamo deciso di osservare più da vicino le proposte tra quelle più legate  alla tradizione.

Ci ha solleticati l’antipasto di magro dell’Ostaia: un buon biglietto da visita da presentare a chi, non genovese, abbandona la zona del Porto Antico per addentrarsi nei vicoli immediati.

ostaia de banchi

Scelte di varietà azzeccate con buona rappresentatività. Curioso, ma gustoso, l’abbinamento polenta salame, ma, alla fine fine, gradevole. Al netto della composizione, comunque riuscita, in risalto freschezza e varietà di scelte.

Voto 7,5

 

Pesto come primo, sempre in ottica “genovese” sperimentatore qui all’Ostaia De banchi. E’ un buon modo di far conoscere la tradizionale salsa verde ad un visitatore del gusto?

Un pesto “gentile”, nelle sue espressioni di colore e di gusto. Molto fluido e delicato, tanto che per un attimo azzardiamo l’utilizzo, breve, di prescinseua. Non è così, ci rivela chef Alessandro Busi che ne è l’autore e ottiene la vaporosità montando leggermente il pesto. Un pesto che può essere discusso dagli esegeti ma che è buono e “vendibile”. Di stagione la scelta di abbinare le sole patate senza i tradizionali fagiolini.

Voto 7,5

 

Viriamo su un piatto che non smette mai di incuriosirci ogni volta che lo incontriamo. Il cappon magro. meno rivisitato possibile e meglio è, ci prende il gusto e non possiamo esimerci.

 

Un cappon magro semiclassico, finemente impreziosito da un refolo di autentica focaccia ligure, è la nostra scelta obbligata per completare il ciclo d’ascolto della tradizione genovese letta con l’occhio di chi guarda da “fuori”.

ostaia de banchi

 

Gusti equilibrati, mano leggera nella determinazione degli incastri di gusto. Tessitura non complicata nella stratificazione. Un cappon magro godibile al limite della ruffianeria: che piace sapendo di piacere…

Voto 7,5( morbido come una nuvola).

 

Al momento del dessert vince la curiosità di (ri) assaggiare il Prescinsù, che è una creazione delle cucine dell’Ostaia de banchi e che coniuga la tradizione vera di uno dei dolci italiani più affermati alla dolci spigolosità del gusto di un prodotto genovese per eccellenza come la prescinseua.

ostaia de banchi

Un tiramisù concepito per ospitare la prescinseua che. invitata, si porge come discreta ballerina di seconda fila, ma finisce per catturare le attenzioni del pubblico. Alla fine anche il dolce finale conferma di come i ragazzi di Banchi sanno bene miscelare gusti a prima vista contrastanti, complessi e compressi. C’è esplosione di sapori  e di equilibri ad ogni cucchiaiata.

Voto 8

 

L’ostaia de Banchi è un locale antico, in vico De Negri proprio nella zona di Banchi. Antico ma che si rinnova con classe. Il servizio è ottimamente curato, la struttura è gestita con attenzione e gli arredi, particolari in certe manifestazioni ( stadere appese nel vuoto e citazioni a gesso sui muri di lavagna). Il tutto concorre ad una piacevole esperienza di gusti genovesi, e non solo, ad un prezzo corretto. Di sapori nitidi il Coronata che abbiamo scelto in sostituzione di un Albarola che, al momento, non era pervenuto.
Voto complessivo  7,5

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