La fotografia del cibo ha una sua “mission” particolare: quella di “mettere fame”. Cogliere l’attimo di un piatto che di lì a poco farà il suo ingresso in sala è dote importante, che non sfugge a Irma Fiorillo. E’ la prima mediazione tra il lavoro dello chef e l’approvazione da parte del cliente.
Quasi si potrebbe dire un momento “unico” che ha solo un presente immortalato nella foto. Di lì a poco quella creazione, unica, non esisterà più. O, per meglio dire dire, si sarà trasformata in soddisfazione dell’avventore che avrà iniziato a sondarla secondo le sue aspettative e il suo gusto. Cogliere le sensazioni di questo spaghetto realizzato da Mattia Congia, chef del Santamonica di Genova spetta alla fotografia di Irma Fiorillo. Come tutte le opere d’arte è irreplicabile.
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Quasi si potrebbe dire un momento “unico” che ha solo un presente immortalato nella foto. Di lì a poco quella creazione, unica, non esisterà più. O, per meglio dire dire, si sarà trasformata in soddisfazione dell’avventore che avrà iniziato a sondarla secondo le sue aspettative e il suo gusto. Cogliere le sensazioni di questo spaghetto realizzato da






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