Gianni Morandi è un’icona nazionale e guai a chi lo tocca. Ne abbiamo avuto la riprova anche in questi giorni. Eh si perché l’ha davvero combinata grossa su quei social che lui naviga da consumato veterano: Gianni Morandi e la farinata.  Pensate il suo profilo Facebook conta 3 milioni e centomila followers nel momento in cui scriviamo! Ma cosa ha fatto di tanto “grave” quello che un tempo era il ragazzo di Monghidoro che implorava l’amata di farsi scendere dalla mamma a “prendere il latte”? In un post è andato a toccare una delle pietre miliari della cucina ligure- genovese: la farinata. Parliamo dell’ “oro di Genova” la cui tradizione resiste dalla battaglia della Meloria (siamo nel 1284). Che cosa ha scritto sul suo profilo con tanto di foto ai fornelli  il Gianni nazionale?

Oggi, ho provato a fare la farinata di ceci.
Ho seguito la ricetta “Artusi”, molto semplice:
farina di ceci, olio, sale e acqua. Ci sono molte varianti, alcuni la fanno al forno, io ho provato a farla sui fornelli.
Chissà se i liguri, sono d’accordo…

 

Insomma, se ci passate il temine un po’ forte, ha fatto un bel casino stravolgendo di sana pianta la ricetta della farinata. Qualche secolo di cotture in forno a legna cancellate nello spazio di un post e di una padella.  Poco importa, visto che il suo post ha macinato, mentre scriviamo 52.665 like. Roba che se l’avesse fatto Cracco gli avrebbero tolto la pelle come accadde a chef Oldani che voleva mettere il burro nel pesto. Ma Gianni Morandi è lui come Sanremo è Sanremo. Fatto sta che il post ha avuto 4708 commenti. Molti i liguri e genovesi che lo hanno invitato a mettere via la padella “per non farsi del male” come gli ha suggerito la nota giornalista genovese Hira Grossi. Ma sempre con il sorriso sulle labbra. Un buffetto più che una bacchettata.

Farinata genoveseA dirla tutta poi il Gianni cita anche Pellegrino Artusi, a riprova della ricercatezza della sua ricetta. Come noto, Pellegrino Artusi, codificatore e Dante Alighieri della cucina italiana, era uno che la Liguria se la filava poco e male. E nella sua “La Scienza in cucina” le ricette liguri si contano sulle dita di una mano. A stringere il cerchio, alla voce “Farinata” , l’Artusi prevede questa ricetta che, con il piatto principe delle sciamadde, ha davvero poco a vedere. Ecco la ricetta 59 di Pellegrino Artusi.

Come minestra ordinaria, si può collocare fra le buone. Mettete al
fuoco con acqua proporzionata quattro decilitri di fagioli bianchi,
che tanti bastano per quattro persone. Dopo cotti passateli dallo
staccio e il passato mescolatelo nella broda degli stessi fagioli e
nella medesima mettete a bollire, per due ore circa, mezza palla
tritata di cavolo bianco o verzotto che condirete con sale, pepe e
foglie di pepolino, detto altrimenti timo.
Ponete un tegame al fuoco con olio a buona misura e due spicchi
d’aglio interi sbucciati; quando questi saranno ben rosolati gettateli
via e aggiungete all’olio sugo di pomodoro, o conserva sciolta
nell’acqua e anche qui un altro poco di sale e pepe; bollito che abbia
alquanto, versate anche questo condimento nella pentola ov’è la broda
e il cavolo. Per ultimo, quando questo sarà cotto, versate con una
mano, a poco per volta, la farina di granturco; coll’altra mescolate
bene, onde non si formino bozzoli, e giunta che sia a una certa
consistenza, cioè alquanto liquida, fatela bollire ancora un poco e
servitela.

Insomma: Gianni Morandi e la farinata…La Liguria, lo ha già perdonato anche se il delitto è davvero di lesa Maestà.. Ma “picchiare” su Morandi non è lecito. Un po’ come si diceva tempo fa dei vasetti della De Rica. Su Morandi …non si può!

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