Genova, almeno fin dal 1775, è stata un centro di raccolta
internazionale del riso prodotto nella nostra penisola. Tale era la
preponderanza e l’esclusività nel commercio nei traffici marittimi dei
grossisti, da fare definire questo prodotto agricolo molto spesso
“riso di Genova” ovviamente in modo improprio da quelle popolazioni
che ignoravano la provenienza reale e consideravano l’origine solo del
porto di partenza.
Non c’è da stupirsi quindi scoprendo come l’antica
cuciniera genovese annoveri parecchie ricette a base di riso, portate
dagli equipaggi delle navi interessate a questo traffico. Una di
queste ricette è la buridda Ma una buridda al riso, una preparazione gastronomica che fa parte della serie di piatti moreschi di riso facente capo al gruppo dialtri piatti marinari di cui sono altri esempi la “tiella” pugliese e
le varie “paelle” spagnole. Cuciniamo del riso , uniamo gherigli di
noce, funghi secchi, pezzi di coda di rospo, gronco, seppie, gamberi,
pomodori, carote, cipolla, sedano, prezzemolo, acciughe salate, vino
bianco, brodo, olio, noce moscata , sale e pepe. In un tegame di
terracotta, fatto il preparato, passarlo in forno meglio se a legna
per una decina di minuti. Sembrerà di mangiare un piatto di buridda al riso su una nave pirata, con antichi veri sapori che arrestano il tempo.
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