Vino di CoronataL’aria delle alture fu rovinata dai veleni degli scarichi industriali.   Quello che era un  simbolo dell’  entroterra genovese il bianco vino  di Coronata, divenne un esiguo feticcio .  Alla fine degli anni ’70 del secolo scorso, contava in una decina di produttori per una produzione di circa settantamila bottiglie annue. Più difficile fare i conti oggi con questo vino difficile . La fama del Coronata era più che per le sue qualità organolettiche , per essere il tradizionale vino da osteria genovese. Camillo Sbarbaro scrisse il suo componimento “Trucioli” proprio come dedica a quel “vinello rallegrante” in “svelte bottiglie verdoline”. Anche il Caproni ci scrive di un “gottino di Coronata…tutto odoroso di zafferano e di cedro, da una bottiglia lunga e gotica come una guglia.” Scrisse il Borzini: “”””Specie in estate, quel vinello, apparentemente ingenuo, è lietezza. E non soltanto nella gola, ma anche nel cuore, ché ti entra nel sangue come un amore appagato e si stempera in mille delizie che vanno da una quieta, sbiadita sensualità ad una calda ebrezza…Tutti i vini, se sono vini, sanno di vino, ma a sapere di zolfo c’è solo il Coronata.”

 

 

 

Mauro Salucci
Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato  cultore di storia,  collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di  “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) e   "Forti pulsioni" (2018) dedicato a Niccolò Paganini. ULtimo arrivato  il libro dedicato ad un sestiere genovese importante come quello di " Portoria e Molo". Mauro Salucci lo potete anche leggere su SALUCCI  SUL WEB.

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