Là dove si apre una porta e si torna al passato. Siamo alla Taverna degli Alabardieri, in vico Vegetti. Quella che sta alla confluenza con un altro vicolo storico, quello appunto degli Alabardieri. Qui, dove una sede svuotata della madonnina a muro ci ricorda un glorioso passato di questa zona: quello della Taverna degli Alabardieri! Pensare che nel 1865 i Remondini contavano nel Centro Storico ben 852 edicole con pregevoli statue di sante…Ma tornando alla Taverna, questa non ha niente di finto o posticcio. Si tratta del luogo di riunione degli alabardieri che nel Cinquecento difendevano il vescovo di Genova. Per la precisione Vegetti era proprio un alto prelato genovese che si avvaleva del loro servizio. Nella ristrutturazione delle cisterne nei bassifondi del locale sono stati trovati resti di armature, chiodi, segni inequivocabili della presenza in questi ambienti della guarnigione. Un edificio che risale ad oltre seicento anni fa e che si staglia nella zona del centro storico che ne costituiva la via di accesso all’insediamento preromano.
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Là dove si apre una porta e si torna al passato. Siamo alla Taverna degli Alabardieri, in vico Vegetti. Quella che sta alla confluenza con un altro vicolo storico, quello appunto degli Alabardieri. Qui, dove una sede svuotata della madonnina a muro ci ricorda un glorioso passato di questa zona: quello della Taverna degli Alabardieri! Pensare che nel 1865 i Remondini contavano nel Centro Storico ben 852 edicole con pregevoli statue di sante…Ma tornando alla Taverna, questa non ha niente di finto o posticcio. Si tratta del luogo di riunione degli alabardieri che nel Cinquecento difendevano il vescovo di Genova. Per la precisione Vegetti era proprio un alto prelato genovese che si avvaleva del loro servizio. Nella ristrutturazione delle cisterne nei bassifondi del locale sono stati trovati resti di armature, chiodi, segni inequivocabili della presenza in questi ambienti della guarnigione. Un edificio che risale ad oltre seicento anni fa e che si staglia nella zona del centro storico che ne costituiva la via di accesso all’insediamento preromano.






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