Oggi mi stavo chiedendo se il tappo di sughero mantenga sempre la sua supremazia, se resta il migliore in assoluto per il vino di gran pregio. Mi chiedevo   se il cliente possa arrivare a discriminare una bottiglia anche solo per il suo tappo: fosse a vite o a corona.
Quando ci troviamo in mano un tappo in sughero non ci chiediamo mai,  visto l’incremento della produzione di vino a livello mondiale e allo stesso tempo  la scarsità di sughero, se le alternative proposte dai diversi produttori siano valide o meno.
TappoInfatti proprio a seguito di questo incremento vitivinicolo, gli stessi produttori iniziano a vagliare diverse alternative di tappi possibili.  TappoTuttavia nel consumatore finale il tappo per eccellenza resta quello di sughero visto il suo antico e sempre verde fascino ( in effetti lo è anche per me come Sommelier) e viene comunque sempre associato ad un vino di alta qualità. Tutte le altre possibili alternative proposte dai produttori ( sintetici, in vetro, a vite, a corona) fanno si che l’utente finale possa giudicare erroneamente un vino già solo per suo “vestito” esteriore.

Vediamo dunque di fare un pochino di chiarezza a proposito. Vediamo di   aiutarvi a scegliere e giudicare un vino al di là della tipologia del suo tappo. Sicuramente  sarà stato scelto alla fine dal produttore con grande cura, proprio per cercare di esaltare al meglio il prodotto all’interno della bottiglia da “stappare”.
Vediamo dunque cosa propone il mercato vitivinicolo in merito alle diverse tipologie di tappo.

Tappo di sughero

TappoE’ un tappo che viene scelto perché impermeabile ed elastico e ha una microporosità naturale che permette al vino di ossigenarsi. Il tappo in sughero riesce a donare una grande evoluzione al vino. Sapientemente gli dona personalità e morbidezza. Tuttavia   il suo principale inconveniente è quello che a volte può capitare un vino che sappia proprio “di tappo”. Questo  resta un difetto del vino riconoscibilissimo e non confondibile con altri difetti del vino.
Resta di fatto che il tappo di sughero è il tappo più amato e tradizionale al quale affidare un vino e portarlo verso la fase dell’invecchiamento.

Tappo sintetico
tappoSono tappi realizzati con polimeri termoplastici e materiali siliconici.
In realtà sono già sul mercato da più di 40 anni, anche se solo in questi ultimi
decenni si vedono più frequentemente nelle bottiglie.
Hanno effettivamente molti pregi, poiché non vengono attaccati dalle muffe,sono sterili e non si sgretolano. Sono perfetti per i vini di qualità ma che devono essere bevuti giovani e non sono destinati all’invecchiamento, poiché questo tappi sintetici, non essendo porosi, non ne permettono l’evoluzione. Quindi, se vogliamo, questo potrebbe essere il loro principale limite.

Tappo in vetro
tappoSi dice essere quello “ perfetto”. Infatti  è  sterile ed essendo dello stesso materiale delle  bottiglie, assolutamente incontaminabile. E’ duraturo, direi eterno.
La piccola guarnizione che lo circonda ne permette la perfetta ermeticità, tanto è vero che un vino può invecchiare tranquillamente chiuso con questo tappo, mantenendo inalterate le qualità del vino. E’ di facile apertura ed è riutilizzabile per richiudere la bottiglia stessa. E’ riciclabile e quindi ecologico. Non ha certo il fascino del tappo di sughero, ma ha la bellezza della purezza del vetro. E’ decisamente più costoso rispetto ad un buon tappo di sughero e, a mio avviso, non troppo amato dal consumatore finale, forse solo per la poca conoscenza che ne ha.

Tappo a vite
Sono presenti sul mercato dagli anni 50 e venivano usati per chiudere grandi bottiglioni. Attualmente le persone li associano molto spesso ai tappi che chiudono le bottiglie di olio o comunque a vini di largo consumo, economici e non di qualità. Se li osserviamo bene si nota che nelle bottiglie di vino la chiusura viene integrata da una sovracapsula. Infatti la capsula esterna in alluminio funge da struttura del tappo. Essa trattiene una guarnizione impermeabile che fa da isolante e questa parte che è la sola ad entrare in contatto con il vino. E’ sterile e non permette contaminazioni con l’esterno.  Molti produttori hanno iniziato ad usarlo, soprattutto nell’importazione e a trovarlo “ il tappo” ottimale, addirittura superiore al tradizionale tappo di sughero.

Tappo a corona
Fu brevettato alla fine del XIX secolo e usato per la sua grande capacità di resistere a pressioni molto forti.  Infatti lo si trova per chiudere le bevande frizzanti. Quello  di metallo è rivestito internamente da un sottilissimo strato di materiale plastico che funge da guarnizione e ne garantisce l’ ermeticità nella chiusura.
Lo troviamo spesso a chiudere le bottiglie di bollicine prodotte con metodo classico, quando si aggiunge il “liqueur de tirage” e la bottiglia viene poi tappata. Nella corona c’è un piccolo cilindrico in plastica, la bidule, che serve a raccogliere i lieviti esausti e fecce. Entrambi poi vengono rimossi per consentire la
sboccatura e le bottiglie vengono infine rinchiuse definitivamente con un tappo di sughero.
Ha il vantaggio di essere economico, di facile tappatura e veloce strappatura.

Quindi non discriminate mai una bottiglia dalla sua etichetta o dal suo tappo. Fate sempre una delle cose più importanti. Prendete un calice, versatevi un può di vino, smarritevi dentro e che la magia abbia inizio.

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