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Stendhal a Genova beveva l’acqua rossa da tre soldi

La più importante raccolta di reperti di Henry-Marie Beyle, in arte Stendhal è conservata alla biblioteca Sormani di Milano. Presso la quale dal 1969 al 1999 Gian Franco Grechi ha curato una enorme quantità di documenti stendheliani. Un fondo che consta di un totale di 2793 pezzi. Con appunti scritti a mano il grafomane Stendhal amava scarabocchiare gli spazi bianchi dei suoi libri e le copertine.Stendhal a Genova

Qui si parla di uno Stendhal a Genova.  È in uno di questi testi, su una copia del Contes di Harriet Martineau che sta vergato a mano in data 22 dicembre 1833 il marginalia “Dimanche. soleil splendide. Promenade via Balbi à Gênes”. In altri testi si dilunga sulle sue visite in locali del centro storico, nel quale girava vestito con un pesante cappotto di loden su cui era dipinto un pipistrello.

Le lettere di Stendhal a Genova

In un frangente scrive di essere “… tornato diverse volte durante la giornata a bere delle eccellenti bibite, soprattutto l’acqua rossa, con cinque ciliegie in fondo al bicchiere e il profumo delizioso dei noccioli. Questa bibita eccellente e mai abbastanza lodata costa tre soldi…”, Si trattava dello sciroppo di amarasche di cui scriveva nel 1865 Emanuele Rossi: “Prendete quattro chilogrammi di ciriegie amarasche (amarene) e un ettogramma di ciriegie nere, toglietene loro il gambo, mettetele in un recipiente di terraglia, schiacciatevele dentro premendole colle mani, e lasciatevele così fermentare per ventiquattr’ore. Ponetele indi in una salvietta bagnata prima nell’acqua, e spremete fortemente onde estrarne tutto il sugo. Pestate poscia nel mortaio alquanti noccioli delle stesse ciriegie, gettateli nel suddetto sugo e mettete questo al fuoco in una casseruola di rame, facendogli dar due o tre bollori. Indi versatelo in un sacchetto di flanella esso pure bagnato prima nell’acqua, e fatelo filtrare raccogliendolo in un sottoposto recipiente. Pesate allora il sugo ottenuto, mettetelo ancora in una casseruola, ed aggiungetevi tanto zucchero sopraffino polverizzato quanto il doppio del suo peso.  Ossia per ogni ettogramma di sugo filtrato 2 ettogrammi di zucchero. Fategli finalmente dare altri 5 o 6 bollori al fuoco, Rtiratelo, lasciatelo raffreddare e riempitene bottiglie ben nette, che tapperete ermeticamente. Questo sciroppo può conservarsi per 2 o 3 anni”.

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