Quando entri da SOHO avverti subito un’atmosfera piacevolmente smart conferita da un format scelto dal suo patron Damian Rasaninghe accattivante e pertanto vincente. Si percepisce all’ingresso una certa internazionalità che è connaturata nel cosmopolitismo gastro culturale del suo patron. Ma poi ci si siede al tavolo dopo un’accoglienza calorosamente professionale. Particolare non da poco: prenotazione per le 22.20 e cucina ancora iperattiva. Alla scelta dei piatti…Qui il pesce è il must del locale e allora andiamo a cercare conferme. Le troviamo in un ben strutturata degustazione di crudo di pesce che, ad un prezzo abbordabile, consente di esplorare in modo più che soddisfacente la proposta della cucina. Freschezza in ottime porzioni finger dove la mano del cuoco è nel non alterare ma presentare. Se ne va tutto con grande gioia accompagnato da un’ ottima proposta di Rossese bianco di Anfossi.
Nostra seconda scelta dopo un Luccicante non disponibile nella serata. Appello a tutti i ristoratori: tenetemi qualche bottiglia di bianco a temperatura ambiente. Spesso servite bianchi, a mio sindacabile giudizio, troppo freddi e “appannati”. In questi casi alla glacette sarebbe da sostituire un riscaldatore. Ma, una volta fatto salire di temperatura, il Rossese bianco non si smentisce ed è degno sodale di un crudo davvero ben lavorato perché, intelligentemente, non lavorato. All’insegna del “assaggiamo tutte le tipologie del cappon magro genovese” anche qui la scelta ricade sul piatto principe della nostra cucina. In questo caso è proposto, correttamente, in versione antipasto e, quindi, in porzione ridotta. La scelta della cucina nelle forme è quella tradizionale rispetto a certe proposizioni scomposte.
Tutto in un morso. Si va all’assaggio. Impiattamento delicato, il primo sentore al morso è quello dell’unicità degli ingredienti. La scelta, anche in questo caso come in altri, è quello dell’abbandono della croccantezza della tradizionale galletta. In questo caso la base appare un amido di morbida consistenza che ben si amalgama al tutto. La compensazione dell’acidità in uscita è compensata dalla salsa verde che si presenta aggressiva al gusto. Scelta coraggiosa, sicuramente non ruffiana, sposabile in pieno ma che potrebbe “ferire” palati meno partecipati. Realizzazione che può dividere. Non ci delude mai questo SOHO smart restaurant. In pieno centro storico di Genova ci regala sensazioni internazionali.
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Quando entri da SOHO avverti subito un’atmosfera piacevolmente smart conferita da un format scelto dal suo patron Damian Rasaninghe accattivante e pertanto vincente. Si percepisce all’ingresso una certa internazionalità che è connaturata nel cosmopolitismo gastro culturale del suo patron. Ma poi ci si siede al tavolo dopo un’accoglienza calorosamente professionale. Particolare non da poco: prenotazione per le 22.20 e cucina ancora iperattiva. Alla scelta dei piatti…Qui il pesce è il must del locale e allora andiamo a cercare conferme. Le troviamo in un ben strutturata degustazione di crudo di pesce che, ad un prezzo abbordabile, consente di esplorare in modo più che soddisfacente la proposta della cucina. Freschezza in ottime porzioni finger dove la mano del cuoco è nel non alterare ma presentare. Se ne va tutto con grande gioia accompagnato da un’ ottima proposta di Rossese bianco di Anfossi.
Nostra seconda scelta dopo un Luccicante non disponibile nella serata. Appello a tutti i ristoratori: tenetemi qualche bottiglia di bianco a temperatura ambiente. Spesso servite bianchi, a mio sindacabile giudizio, troppo freddi e “appannati”. In questi casi alla glacette sarebbe da sostituire un riscaldatore. Ma, una volta fatto salire di temperatura, il Rossese bianco non si smentisce ed è degno sodale di un crudo davvero ben lavorato perché, intelligentemente, non lavorato. All’insegna del “assaggiamo tutte le tipologie del cappon magro genovese” anche qui la scelta ricade sul piatto principe della nostra cucina. In questo caso è proposto, correttamente, in versione antipasto e, quindi, in porzione ridotta. La scelta della cucina nelle forme è quella tradizionale rispetto a certe proposizioni scomposte.






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