Social chef al femminile. La  gastronomia genovese conferma sempre più, in tema di protagonismo,  una grande e qualificata platea di imprenditrici del settore di altissimo livello. Iniziamo ad entrare nelle loro pagine social.

Giorgia Losi, giovane titolare della Trattoria dell’Acciughetta, è andata  a raccontare e a raccontarsi in sede di commissione consigliare a Palazzo Tursi. Senza esitazione ha preso il microfono e in Aula Rossa si è fatto il silenzio. Ha fatto la cronologia della sua avventura e ha difeso le scelte dell’Acciughetta nel difficile territorio di Prè.

Ha raccontato, non senza giustificato orgoglio, il fatto di aver abbandonato un impiego milanese nell’ambito della comunicazione e del marketing per spendersi nell’affrontare una scommessa, vinta a livello manageriale, con il territorio.

Si è commossa in modo sincero, a tratti, ma ha tirato dritto nella sua accorata esposizione, invitando ad investire nella zona come ha fatto lei. Ad usufruire dei bandi comunali, ma ha precisato che lei di pubblico non ha ricevuto nulla, per scelta. Ha anche detto quanto paga d’affitto per il locale: 1000 euro e che ha un personale consistente per far funzionare alla grande l’Acciughetta. Ma ha chiesto un deciso intervento da parte dell’autorità per la salvaguardia di Prè. Tribuna

 

 

 

Barbara Palazzo, titolare del ristorante 20 TRE, non si crogiola certamente sul riconoscimento di “Miglior pesto del centro storico” che gli aveva assegnato Alessandro Borghese in occasione della partecipazione alla fortunata trasmissione “Quattro ristoranti”. La sua pagina Facebook esprime fashion e stile ad ogni post.

Nei giorni scorsi il suo locale ha ospitato anche l’intervista che le Guide de l’Espresso hanno realizzato con l’artista Massimo Fenati, genovese trapiantato a Londra che ha realizzato in diretta una vignetta dei suoi personaggi Gus e Waldo, pinguini gay innamorati. Ma a dimostrazione che Barbara Palazzo è donna eclettica, tra le foto che esprimono il suo indubbio fascino, è spuntato anche un video “rubato” in cui si diverte un mondo su uno di quei cavallucci meccanici che hanno contrassegnato l’infanzia di tutti. Poliedrica

Elisa Arduini, non è solo l’affascinante consorte dello chef stellato Ivano Ricchebono. E’ una manager molto attenta dell’immagine, estremamente curata, del consorte sempre di più posizionato sul red carpet della ristorazione nazionale. Nelle scorse settimane Elisa Arduini ha fatto parte della spedizione gastronomica in Russia che ha visto il marito e lo chef de Il Marin, Marco Visciola, incontrastati mattatori alla corte dello Zar Putin.

Sono stati giorni importanti perché la delegazione ha portato la cucina ligure e genovese al Forum Economico di San Pietroburgo. Ma se siamo riusciti a conoscere in tempo reale che cosa stesse accadendo ai nostri in Russia, lo si deve esclusivamente ai post sui social della signora  Elisa. Una cronaca sempre attenta, puntuale e divertita di quanto stava accadendo. Con un tocco di femminilità davvero garbato nella scelta dei backstages. Che ci stia facendo un pensiero Alfonso Signorini per il suo “Chi?”. Reporter

 

Social chef in rosa continua…

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