Un tempo nel promontorio di Portofino erano oltre trenta i mulini funzionanti in uno dei luoghi più suggestivi della Liguria. Grande abbondanza d’acqua che scendeva in verticale con massima potenza. Accadeva come a Genova, dove una piazza si chiama Fontane Marose e per cercare di contenere il getto che arrivava dall’attuale via Caffaro era stata creata una vasca della profondità di cinque metri in Via Interiano.
I mulini di Portofino doveva tutto al miracolo di quest’acqua abbondante cessò negli anni Trenta quando l’acqua venne incanalata negli acquedotti. Questa decisione politica comportò la chiusura dei mulini. Alcuni rimangono ancora oggi visitabili partendo da Santa Margherita Ligure e giungendo tramite una crosa alla Cappella di San Giuseppe. Si arriva alla frazione delle Gave passando da foreste di lecci, pini d’Aleppo, macchia mediterranea. Qui, vicinali, quasi beffardi i nomi dei due mulini, quello dell’Acqua Morta e quello dell’Acqua Viva. Altri, poi la Ruta, la discesa a Portofino traversando profumati uliveti. Un itinerario nella Liguria che non c’è più.
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