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E MORTO GIANNI CARBONE DELLA MANUELINA

Gianni Carbone
Gianni Carbone alla presentazione della sua Pro Recco con Gabriele Volpi.

Grave lutto nel mondo della ristorazione ligure e nazionale. E’ morto Gianni Carbone, patron e simbolo del glorioso ristorante “Manuelina” di Recco. Avrebbe compiuto 89 anni il primo maggio prossimo: la morte è avvenuta nel sonno, nella sua abitazione di Recco. Qualche mese fa, ad aprile, aveva dovuto sopportare la morte dell’adorata moglie Maria Rosa, discendente diretta della Manuelina, prima proprietaria della gloriosa osteria nata nell’Ottocento sulle alture di San Rocco. Lascia sei figli e ben 12 nipoti.




Già sindaco di Recco, Gianni Carbone era stato anche presidente della gloriosissima Pro Recco pallanuoto. Il sodalizio sportivo  non ha mancato di esternare in modo sentito ed ufficiale le proprie condoglianze. Carbone era stato anche presidente del Consorzio della ristorazione di Recco. Determinate come presidente del comitato per l’igp della focaccia con il formaggio ottenuto due anni fa.

gianni carbone

Alla sua figura è legato il rilancio, nel Dopoguerra, del famoso ristorante, ormai diventato un marchio. A lui, insieme ad altri imprenditori del settore enogastronomico recchelino, la fortunata iniziativa delle serata gastronomiche nel Golfo Paradiso.

Se a lui la focaccia con il formaggio deve molto, Gianni Carbone non ha mai mancato di sottolineare come il suo piatto preferito fossero i pansoti con la salsa di noci. Una ricetta tipica dell’entroterra del monte di Portofino. Carbone, che non era uno chef, la ripropose nel corso di una gara tra ristoratori come simbolo di cucina del territorio. Un omaggio alle noci e al “preboggion”, mix di erbe spontanee, utilizzato per il ripieno.

gianni carbone




Pagato dazio ai pansoti, Gianni Carbone, nel corso di un’intervista concessa al sito  “Mentelocale”, ricordò così la nascita e le fortune della celeberrima focaccia al formaggio: “Un piatto che durante la prima guerra mondiale ha inventato Manuelina a partire dalle tradizionali focaccette al formaggio. È nato per un’esigenza pratica: durante la guerra gli uomini erano impegnati al fronte e tutta la produzione olivicola era molto rallentata. Di conseguenza, l’olio per friggere scarseggiava, mentre continuavano a essere disponibili le formaggette e la farina. Da qui l’idea di cuocere la focaccia nel forno, stendendola su grandi dimensioni. Il successo fu immediato e nel primo dopoguerra la focaccia di Manuelina divenne un piatto molto richiesto dai villeggianti “. Fino ai giorni nostri.

 

 

 

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