Questa volta potrebbe essere davvero la volta buona per il Mercato orientale di via Venti settembre a Genova. Una struttura alle prese con una gloriosa storia ma con un presente davvero faticoso.
Che poi il mercato possa essere anche un’attrattiva turistica, spesso tradita, lo testimonia il fatto che viene recensita anche sul sito TRIPADVISOR .
Altre strutture nel mondo
A fare rabbia, ma rabbia davvero, è la constatazione che, in giro per il mondo, ci sono strutture che non hanno nulla di più rispetto alla prestigiosa struttura del Mercato orientale . A Lisbona C’è il Time out market per non dire della celeberrima Bouqueria barcellonese o del mercato centrale di Firenze.
A dire il vero, nel marzo del 2013 ci fu anche un’offerta di Esselunga. Il defunto imprenditore Bernardo Caprotti fece arrivare la sua offerta per rilevare la struttura e realizzare una filiale. Ma poi la cosa restò solo l’ennesimo tentativo, fallito, da parte di Esselunga di penetrare nel mercato genovese della grande distribuzione.
Il progetto
L’idea è quella di recuperare sotto tutti i punti di vista il piano rialzato allo stato attuale deserto e degradato. Secondo le linee di indirizzo del comune di Genova e del consorzio dell’Orientale stesso, l’idea è quella di un market food con prodotti di filiera e laboratori di educazione alimentare. L’offerta per ottenere la concessione comunale è quella del Mog Mercato Orientale Genova srl) . Offerta che, adesso, dovrà passare i vagli formali e tecnici di rito.
Un po’ di storia
L’apertura del mercato venne decisa con una delibera comunale del 21 ottobre 1893. La delibera dette incarico all’ingegner Veroggio di progettare la costruzione del nuovo mercato. La struttura venne realizzata riadattando l’antico chiostro del Convento della Consolazione (1699).
I lavori vennero terminati nel 1898 e il primo maggio dell’anno successivo fu inaugurato dall’allora sindaco Francesco Pozzo con una mostra floreale.
Un milione e mezzo
L’impegno di spesa per la piastra soprastante è di un milione e mezzo di lire con ricadute occupazionali stimate nell’ordine di 50 persone. I lavori dovrebbero iniziare il prossimo autunno.
In piccolo, un progetto di questo genere è stato portato avanti, in modo un po’ faticoso, con il vecchio mercato genovese del Carmine, che sorge nell’omonima piazza del quartiere genovese.
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