
La degustazione è davvero imperiale a muovere da un delicato e freschissimo Gazpacho di anguria e pomodoro con un’eccellente crudità di gambero, accompagnato da gel al limone e peperoncino in salsa.
Trionfale l’eaborazione di una forma consueta come quella del raviolo. Una scenografia che all’interno reca la burrata. Ma ogni pezzo è guarnito in modo differente con dello sgombro scottato e zucchero di canna. Ma ancora della crema di melanzane affumicate , asparago e, genovesità gradita, prescinseua e pesto.
Spettacolare il coniglio presentato in consistenza differenti, avvolto in pancetta e gratificato di una doppia panatura in pane Panko. Il cosciotto è ripieno di preboggion con battutino di olive, acciughe e pinoli. In accompagnamento un semifreddo al basilico e crumble di pinoli . A chiudere asparago a bassa temperatura con gel al limone e zucchine trombetta.
Infine l’omaggio al genovesissimo Asinello, il Corochinato che è un patrimonio di sapore all’ombra della Lanterna . La Lanterna stilizzata, il crumble di pinoli che è terra di Liguria. E poi e la crema pasticciera al liquore tradizionale. Ma, c’è sempre un ma, l’estatico connubio del gel d’arancio e asinello. A simboleggiare il mare: un autentico oceano di sapore.
Potevamo tessere le lodi di chef Ivano Ricchebono, ne abbiamo descritto il gusto.
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