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Insetti a tavola e acqua nel vino Ce lo chiede l’Europa

Signore e signori…il pranzo è servito

insetti in tavolaSiccome non ne avevamo sentite abbastanza in questo anno assai particolare… diciamo così, da un po’ di giorni non si fa altro che un gran parlare del fatto che la UE avrebbe dato il via libera alla commercializzazione, come alimento delle tarme della farina. Si tratta dei primi insetti riconosciuti tra i ventisette edibili annoverati tra i cosiddetti Novel Food.Insomma: insetti a tavola.
Che ne dite? Ma su, non siate schivi, immaginate un bel piattino di insetti…
Il “nuovo alimento” potrà essere immesso in commercio come insetto essiccato intero, come snack, o come farina, secondo una serie di requisiti di etichettatura specifici prescritti dall’Authority di Parma, proposti come più sostenibili per rispondere alla richiesta crescente di proteine nobili .
La decisione formale della Commissione europea che fa parte della strategia “Farm to Fork” sarà adottata nelle prossime settimane.
Lo rende noto il Sole 24 Ore in un comunicato, la lista degli insetti a tavola, per uso alimentare in attesa di autorizzazione, ve la evito.

Vinitaly 2018 LiguriaMa se tutto questo non vi bastasse, eccoci al punto dolente: la UE (che sembra non abbia pace di sti tempi) “sforna il piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei”.
La proposta?? Eliminare l’alcol dal vino e sostituirlo con l’acqua!!!
(ricordate Totò nel film La Banda degli onesti? Se la prendeva con la moglie che gli “annacquava” il vino per risparmiare)
E’ quanto afferma la Coldiretti , nello svelare i contenuti del documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri Ue in cui viene affrontata la possibilità della “dealcolazione” parziale e totale dei vini.

La proposta prevede di autorizzare l’eliminazione totale o parziale dell’alcol aggiungendo acqua, anche nelle Doc. In questo modo verrebbe chiamato vino, un prodotto in cui sono state compromesse le caratteristiche di naturalità nel processo di trasformazione dell’uva in mosto e quindi in vino.
Insomma un bel “bidone”, chiaramente per i consumatori.
Ma Bruxelles ha dato anche il via libera al vino “senza uva” ovvero ottenuto dalla fermentazione di frutta, alterando la natura stessa del vino che da sempre è solo quello interamente ottenuto dall’uva.
Detto ciò, vado a mangiarmi un bel piatto di trenette al pesto, con un bel bicchiere di bianchetta ligure: che dite sono fuori moda?

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