Allerte, pioggia, voglia di divano, copertina, magari qualche cosa di speciale da mangiare, goloso, caldo e appagante. Naturalmente sempre accompagnato da un bel calice di vino che questa volta potrebbe essere un rosso e magari una bella Granaccia.

 

Granaccia

La Granaccia è vino antico, di grande storia e lignaggio. Affonda le sue origini in Spagna. Tuttavia  la troviamo un po’ ovunque:   Portogallo, Sudafrica, America e Francia attraverso la quale, arriva poi in Italia. E qui la troviamo un po’ ovunque tra Sardegna con il sinonimo di Cannonau, Tai in Veneto, Gamay in Umbria e appunto Granaccia in Liguria, tra Ventimiglia e Savona. Qui, le sue radici più importanti sono  nella zona di Quiliano, dove la produzione è di altissima qualità.
I terreni dove trova dimora favorevole la Granaccia sono formati da scisti, quarziti, calcari marnosi e dolomitici ed arenaria che formano un paesaggio di identità quasi alpina.

GranacciaAbbiamo una costa lunga quasi 350 chilometri  e spesso le montagne arrivano direttamente al mare e in alcune zone abbiamo dei terreni alluvionali di ghiaia e sabbia che ben si prestano alla coltivazione della vite. Il patrimonio di vini liguri è consistente dal punto di vista qualitativo.
Nel Ponente abbiamo terreno rosso di origine marnoso-calcareo, mentre andando verso l’interno, queste terre diventano man mano di color bruno.
Nelle valli del Ponente incidono in maniera significativa i rilievi montuosi, con torrenti e fiumi di portata importante. Il clima è vario, mite soprattutto sulle coste, mentre nel suo interno la montagna è la maggiore influente.
Comunque di massima, il clima è costante, con piogge poco frequenti ma abbondanti e il nemico peggiore resta la siccità che rende le estati calde, torride e secche e gli inverni piuttosto miti.
Le zone votate a Granaccia sono piuttosto ben ventilate grazie al Libeccio e allo Scirocco ma nell’ interno, verso il Colle di Cadibona i venti restano freddi e impetuosi.
Resta il fatto che comunque  ci troviamo in una regione dal clima piuttosto mite, con buon contrasto mare-montagna. Fattori  che rendono tutto il ponente ligure adatto alla coltivazione della vite, degli olivi e di fiori e piante tropicali. Purtroppo  resta un territorio piuttosto ristretto e le tecniche di viticoltura sono simili a quelle del Piemonte, mentre nel Levante l’influenza è tutta toscana.


In questo panorama la Granaccia è spesso “ dimenticata” e poco scelta nella carta dei vini a favore del classico Rossese o dell’Ormeasco. Forse anche poco conosciuto, diciamolo, ed è un peccato perché è un vino con un bellissimo colore rosso rubino, quando ancora giovane, per arrivare ad un intenso color granato.
La Granaccia è un vino dal sapore intenso, asciutto, morbido, caldo, equilibrato e con una personalità ben definita e di grande carattere. Ha generalmente buon corpo, è tannico, leggermente sapido con sentori di piccoli frutti rossi, di sottobosco, melagrana e lampone.
In alcune tipologie sono presenti anche note di pepe e leggermente “ piccante”.
Ottimo abbinamento con la nostra cucina di carne, la cacciagione, il coniglio, salumi e a formaggi poco stagionati.

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