L’antica torrefazione Chicco Caffè è situata in Piazza Colombo 9r. Notevole è la varietà di tipi di caffè per gli amanti della più famosa bevanda al mondo.
Sono in compagnia del dott. Stefano Toncini: “… L’attività è stata aperta da mio papà Cesare nell’anno 1949, giusto 4 anni dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Aveva iniziato l’Università ma la guerra non gli consentì di ultimarla. Si lanciò così nel commercio di quelli che un tempo erano definiti i coloniali. Un tempo si vendevano questi prodotti. Orzo, the, caffè soprattutto. I caffè crudi venivano tostati in casa, dopo essere stati acquistati e miscelati a seconda dei gusti del cliente.

Chicco caffèConservo ancora oggi un piccolo libretto con le miscele e le preferenze dei vari clienti di allora… Il nome del negozio è Chicco Caffè, perché bene ricorda la specificità del prodotto venduto in torrefazione.In famiglia siamo quattro fratelli, ma sono l’unico che ha proseguito l’attività. Sono laureato in Economia e Commercio; dopo il termine degli studi ho trovato in questo tipo di attività una passione e un interesse per la merceologia del caffè e dei suoi affini.
Spesso mi trovo da dietro il bancone ad avere un piacevole rapporto con figli e parenti di vecchi clienti che frequentavano il locale durante la gestione di mio papà. La mamma mi aiuta tuttora nelle faccende del negozio. Abbiamo molti clienti che vengono da fuori Genova e – lo affermo con orgoglio- gente che viene da Milano per acquistare, ma anche da Torino, perché spesso non trovano nelle loro città l’assortimento che offriamo noi da Chicco caffè.

Chicco caffè

Possiamo vantare oltre un migliaio di referenze commerciali che poi sono la carta vincente del negozio. Assortimento, qualità e disponibilità verso la clientela”.
Qui si possono acquistare varietà di caffè provenienti dal Sud America e dall’Asia, in chicchi e in polvere. Caffè crudo da tostare per ogni gusto. Caffè torrefatto e 7 sono le miscele scelte per gli amanti del caffè: miscela tenace, robusta, forte, dolce, Kenya, arabica coltivata fine con meno caffeina, decaffeinato ad alta temperatura, caffè verde con le sue innumerevoli proprietà benefiche, il caffè americano e il caffè in capsule, in ogni sua forma e aroma.
CAFFÈ VERDE: Il caffè verde è una miscela di chicchi di caffe’ che non ha subito alcun processo di torrefazione. Per questo motivo ha  conservato quel colore originale, verde appunto, da cui proviene il nome. La troviamo da Chicco caffè. Rispetto al classico chicco nero, il chicco del caffe’ verde presenta una diversa quantità di caffeina, minore rispetto al chicco che ha subito il processo di disidratazione della torrefazione. Questo non significa che la bevanda non ci darà quella sensazione di energia e di “sveglia” a cui siamo abituati.  Anzi, la differente composizione della caffeina contenuta nel caffè verde verrà assorbita più lentamente, allungando quindi gli effetti della stessa. Inoltre alcuni effetti benefici del caffè verde sono legati alla sua azione sul metabolismo dei grassi.

I visitatori e clienti, quando entrano, godono anche degli aromi e dei profumi che sono intrisi nelle mura di questa antica torrefazione genovese. Oltre a caffè anche tè, tisane e infusi trovano spazio. Le bevande calde diventano le protagoniste. Non  trascurando teiere, infusiere e tutti quegli strumenti necessari a trasformare un infuso o una bustina in una bevanda calda. Tra gli scaffali, tè e tisane allo zenzero, tè matcha, Kusmi tea , Dammann freres , Twinings, English Tea Shop, Taylors e le tisane Pompadour,London Herb. Senza dimenticare la Yerba Mate per preparare la bevanda più amata dagli argentini.
Dolci e caramelle: dai marshmallow alle gocce di rosolio ,al cioccolato delle migliori marche. Baratti & Milano, Lindt, Caffarel, Majani, Venchi,Domori e piccoli produttori artigianali. Per gli stranieri che hanno nostalgia dei sapori della propria terra e per chi ama sperimentare, la famosa salsa inglese Worcestershire sauce,Hp, il vegemite australiano, il burro d’arachidi americano, il liquid smoke, e la salsa tahina libanese. Il pastificio Mancini che produce grano e pasta.Olive taggiasche,pesto e specialità liguri. Attenzione alle esigenze di tutti, con diverse farine senza glutine.L’introvabile granchio reale russo Chakta.Salsa al tartufo.I tagliolini Cipriani.Patè francesi.Succhi e sciroppi, fra cui quelli pregiati di acero o d’agave, i migliori mieli italiani di svariate fioriture e marmellate, da Wilkins&son ad Agrimontana,Brezzo, Luxardo e Cavazza 1898. Da Chicco caffè.

Chicco caffè

Notevole la varietà di aceti: balsamico tradizionale invecchiato fino a 25 anni; balsamico igp; aceto di miele; balsamico bianco Leonardi; di vino Roero, Barbera e Barbaresco ed infine aceto di riso. Vari tipi di olio, salse e sughi. Polenta bianca veneta,gialla, taragna, farine senza glutine,di ceci, grano saraceno, riso e mais, farina di mandorle.
Dolci delle migliori marche per Chicco caffè. Dai dolci tipici locali, come gli amaretti del Sassello, la selezione di dolci Grondona, pandolci genovesi a dolci tipici della tradizione italiana: Cuneesi al rum, Dolci Condorelli, Babà al rum, Corsini biscotti toscani,i biscotti di meliga di Pamparato e dolci internazionali: i biscotti inglesi Walkers, i biscotti e la pasticceria Bahlsen, la pasticceria belga Jules Destrooper.

Un poco di storia.

Piazza Colombo, nella cultura genovese è detta ancora oggi “piazza 9 febbraio” in memoria delle 134 vittime del bombardamento inglese del 1941. Questo episodio è ricordato da una lapide murata in facciata all’edificio civico 3.
Il 9 febbraio del 1941 l’Ammiraglio inglese Sommerville, a capo della corazzata “HMS Malaya”, lancia un proiettile da 381 mm. contro la città di Genova, che penetra nella Cattedrale di San Lorenzo e non esplode. Non esplode proprio perché si tratta di un ordigno per battaglia navale e la spoletta non viene armata da un urto insufficiente.

Chicco caffè Un proiettile è attualmente custodito all’interno del luogo di culto, vicino ad una scritta: “Questa bomba lanciata dalla flotta inglese pur sfondando le pareti di questa insigne cattedrale qui cadeva inesplosa il IX febbraio MCMXLI. A riconoscenza perenne Genova città di Maria volle incisa in pietra la memoria di tanta grazia.””” Sicuramente, l’ordigno custodito nella chiesa è britannico, ma vi sono dubbi sul fatto che sia quello lanciato contro la Chiesa nel 1941. Il quotidiano IL SECOLO XIX, infatti in data 18 febbraio 1941, pubblicava: “””Ieri, sotto la direzione delle autorità militari preposte alla difficile e pericolosa operazione, è stato rimosso da S. Lorenzo il proiettile rimastovi inesploso la mattina del 9. A mezzo di una gru costruita appositamente da artiglieri e da operai specializzati nell’interno del duomo, il proiettile a cui era stata tolta la spoletta, è stato sollevato e caricato su un carrello con le ruote di gomma, quindi trasportato fuori dalla Chiesa, dove, a mezzo della gru dei Vigili del Fuoco, è stato susseguentemente trasbordato sopra un autocarro che si è poi diretto al mare. Il micidiale ordigno è stato caricato poi su una chiatta e trasportato al largo, dove è stato gettato in mare.” È possibile che il proiettile sia stato successivamente Chicco caffèrecuperato dal fondale, ma non è dato saperlo. La piazza detta del 9 febbraio, con la sua fontana, ha una lunga storia. Nel 1500, dove ora si trova Piazza Colombo, le Famiglie Grimaldi e Pinelli fecero erigere i loro signorili palazzi, circondati da lussureggianti giardini ed orti. Nel 1800, l’illuminato Carlo Barabino intese utilizzare l’area per costruire palazzi dove ospitare i disgraziati abitanti di via Pre’, ma Barabino morì improvvisamente e furono costruiti palazzi nobiliari. Al numero 1 nacque il più grande poeta genovese, Edoardo Firpo.
La fontana che ora si trova in piazza Colombo era originariamente la fontana di Ponte Reale, nei pressi di Piazza Banchi. Una fontana che assolveva a scopi portuali. Quando le galee giungevano in porto gli equipaggi erano lerci e bisognosi di acqua. Molti degli appartenenti a questi equipaggi di vogatori erano schiavi catturati in azioni di guerra, altri erano condannati ed espiavano così la pena, altri ancora disperati detti “buonavoglia” che si imbarcavano per sopravvivere. Tutti legati con catene e impossibilitati a muoversi. Si possono immaginare le condizioni igieniche nelle quali giungevano in porto.

La fontana consentiva loro, a gruppi di tre, di lavarsi e di fare le pulizie anche a bordo, anche se l’acqua delle fontane avrebbe dovuto servire solo per bere. Della fontana in questione davanti a Ponte Reale scrive il Ratti definendo così il ponte “per essere il più signorile degli altri… Fu ingrandito e ridotto alla forma che si vede al presente dall’architetto Aicardi che vi ha posto in mezzo una bella e di marmi vagamente ornata fontana, colla statua della fama e vari putti in giro, che gettano acqua, la quale andando per canali sotterranei a sboccare in mare dà il comodo di attingerla ai marinai, senza che scendano in terra”. Della fontana fa un accenno anche il Soprani, definendola “nobile e maestosa… copiosa di acque”. La delibera della costruzione della fontana fu nell’anno 1643, ma cominciò a funzionare nel 1647 grazie alla derivazione che scendeva attraverso Soziglia dalla fonte dell’Acquasola. Il disegno della fontana è degli architetti Pier Antonio e Ottavio Corradi; le sculture decorative sono opera di G.B.Orsolino; il genietto alato poi posto sulla sommità della fontana che suona il nicchio marino di Jacopo Garvo. Nell’anno 1673 la fontana venne ancora avvicinata all’estremità del ponte per rifornire più agevolmente le imbarcazioni di acqua potabile. La figura della fontana era diversa da quella attuale: il barchile era circondato da una peschiera ottagonale di marmo bianco munita di un cancello in ferro che impediva l’inquinamento delle acque.

Nella parte inferiore 4 delfini e in quella superiore 4 cariatidi che innalzavano un mostro alato. Diverse stampe d’epoca ritraggono la fontana con intorno la cancellata; la più nota è quella settecentesca del Silesius. Ad un certo punto storico il porto ebbe servizi di rifornimenti idrici autonomi. Trasferita nel nuovo quartiere presso Brignole, in Piazza Colombo, prese a funzionare il 18 dicembre 1861. Successivamente in assenza di cancellata furono aggiunte ai 4 lati le vasche semicircolari.

La fontana si rivelò provvidenziale per la zona perché serviva per dissetare i tranvai a cavallo (rebellee) e i carri dei bisagnini che vendevano la verdura al vicino mercato. Quando piazza Colombo divenne oggetto dei bombardamenti, di quello navale del 9 febbraio 1941 e di quelli aerei del ’43 e del ’44 la fontana dovette essere sottoposta ad un pesante restauro che ce l’ha resa nello stato di oggi.

Mauro Salucci
Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato  cultore di storia,  collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di  “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) e   "Forti pulsioni" (2018) dedicato a Niccolò Paganini. ULtimo arrivato  il libro dedicato ad un sestiere genovese importante come quello di " Portoria e Molo". Mauro Salucci lo potete anche leggere su SALUCCI  SUL WEB.

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