tonnarotti

Milano , 1986 – All’ interno di un deposito di tram – operai con la pubblicita’ del “Tonno Maruzzella”

Il mare “circuisce” geloso la città, sembra avvolgerla farla sua. Non è il mare di Genova è la città e le sue riviere ad essere del mare.

Qui da sempre si va per mare e con lui ci si nutre. Così come per i pescatori camoglini di corallo anche quelli di tonno si distinsero per bravura nei mari più lontani. I “Tonnarotti” genovesi si fecero apprezzare ovunque nei mari più pescosi delle coste sarde, di quelle corse ma anche in Sicilia e Tunisia. Ma se per i rivieraschi era un fatto naturale così scontato non lo era per quelli che abitavano nelle valli interne del genovesato ma anche delle valli come la Bormida (Moglia).

Basti pensare ai “Bastassi polceveraschi” uomini forzuti parenti stretti dei camalli, che venivano assoldati per le tonnare nei mari lontani fino a Carloforte. Mercato fiorente che interessò l’imprenditoria sia con la pesca che con la conservazione e distribuzione del prodotto.

E qui la Genova capitale industriale, se non proprio con la manifattura senz’altro con il comando.

Grandi gruppi trovano la loro sede a partire dalla fine del XIX secolo. Generale Conserve (AS do Mar…) Icat Food (Angelo Parodi…) Igino Mazzola (Maruzzella…) Conserve Alimentari Calippo (Rosa dei Venti…).

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