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Gattafin: con un bianco anche meglio dice Mauro Salucci

A Levanto per la festa di San Giacomo a luglio non ci si può esimere dal mangiare Gattafin i gattafin, grossi ravioli con ripieno di erbette selvatiche, formaggio, olio e sale.

Magari accompagnati dallo straordinario bianco locale. Un bianco  realizzato da spremitura di uve Vermentino e Albarola. Sono i doni di un lembo di terra sul mare dal glorioso passato. Levanto al termine del dominio romano e bizantino divenne feudo dei Malaspina, dei De Passano e successivamente entrò a far parte della Repubblica di Genova. Il Medioevo, tradizionalmente considerato un’epoca oscura per questo paese divenne un periodo di felicissima fase economica grazie al commercio del marmo rosso di Levanto. Alla fine del Medioevo il borgo si espanse. Il castello, la chiesa, la darsena, la loggia sono i segni di un passato glorioso esplorabile magari sgranocchiando in un cartoccio gli antichi gattafin, fra le antiche pietre bianco e nere della ex Repubblica baciate dal sole del Mediterraneo.

 

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