Fischi per Fiaschi. L’oggetto del quale ho deciso di parlarvi oggi è il FIASCO, un contenitore adatto al trasporto e allo stoccaggio del vino ma anche dell’olio.
Un manufatto più antico della bottiglia in vetro, di lui si trovano tracce nei racconti del Decamerone, la sua forma è quella di una bolla di vetro con un collo allungato.
Così strano e così insolito d’aver bisogno, come il paguro della conchiglia, di un basamento che risolva la sua precaria stabilità.
Un piede o basamento fatto di paglia intrecciata.
L’assenza del piede lo rendeva più semplice nella lavorazione per i maestri soffiatori nelle vetrerie e quindi più economico.
L’immagine ideale di un FIASCO di vino è quella del Chianti o comunque dei vini del centro e sud Italia, da noi in Liguria non ha mai avuto tradizione nelle nostre cantine di vini locali.
Quindi dovendone trovare un nesso con le nostre tradizioni locali e soprattutto farne tema di un articolo su Zena a Toua ho provato, con un esercizio acrobatico a immaginare il FIASCO a Genova.
Ho pensato: “Vuoi vedere che il nostro contenitore abbia qualcosa in comune con la nobile famiglia dei Fieschi?”
E invece no! Anche se con un po’ di fantasia uno potrebbe legarlo allo sfortunato esito della Congiura dei Fieschi che in maniera rocambolesca si trasformò appunto in un FIASCO!
A proposito fare un FIASCO è appunto un modo di dire di quando un’impresa, o un’azione qualunque si trasforma in un insuccesso.
Questo termine pare derivare dall’insuccesso dei vetrai nel confezionare un’opera in vetro che venendo male poteva ricordare appunto il FIASCO.
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Fischi per Fiaschi. L’oggetto del quale ho deciso di parlarvi oggi è il FIASCO, un contenitore adatto al trasporto e allo stoccaggio del vino ma anche dell’olio.
Ho pensato: “Vuoi vedere che il nostro contenitore abbia qualcosa in comune con la nobile famiglia dei Fieschi?”
Questo termine pare derivare dall’insuccesso dei vetrai nel confezionare un’opera in vetro che venendo male poteva ricordare appunto il FIASCO.






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