Erba LuigiaIl preparato dell’ Erba Luigia è quello di un liquore confortante noto praticamente in tutta Italia. Il suo nome deriva da quello di una regnante del Settecento, Maria Luisa di Borbone Parma (1751-1819).  Nientemeno che colei che sarebbe divenuta la regina di Spagna. La sua zona di provenienza, quella delle Asturie, la portava a prediligere i soggiorni in campagna, in ricchissime residenze in ambito verdeggiante, con enormi spazi dedicati a giardini e floricultura.
Sposata con Carlo IV e suocera di Carlo III, prese da questo l’interesse per la botanica. Questo re finanziò molte spedizioni botaniche ed arricchì a dismisura il patrimonio spagnolo di orti botanici.
Proprio l’erba base di questo infuso, detta erba cedrina, nota nelle enciclopedie come Lippia Citriodora venne battezzata Aloysia in onore di Maria Luisa, una pianta floreale originaria del Sudamerica.
Un’erba appartenente al ceppo delle verbenacee che si è conquistata un posto nella storia, comparendo con moltissimi nomi: oltre che erba di Maria Luigia, erba Luisa, limonetto, aloisio, lippia.
Erba LuigiaSarebbe stata lei, questa nobile, l’autrice della diffusione della pianta nel nostro continente e nel nostro paese in particolare. Un vegetale arbustivo che può raggiungere i tre metri di altezza e sboccia con piccole inflorescenze bianche. La sua diffusione fu sempre agevolata dalla mitezza del clima della nostra penisola. Oltre che come tisana è nota nelle credenze popolari come elisir d’amore, come pozione per avvicinare la persona amata. I nostri nonni conoscevano molto bene le proprietà sedative e utili di questa pianta. L’erba  veniva utilizzata spesso anche contro il mal di denti, contro l’acne e, come base per tisane, per curare il fegato ma anche in cucina, per la preparazione di carni.
Erba LuigiaL’Erba Luigia è consigliata per chi vuole un ammazza caffè molto blando e gradevole, molto femminile. La sua preparazione richiede acqua, alcool puro di 90°, zucchero, erba Luisa. Una settimana lasciate in infuso, le foglie danno il loro meglio. A questo punto l’infuso deve essere bollito e poi filtrato. Imbottigliato in bottiglie a tappo ermetico. Una lunga posatura renderà gradevolissima la nobile erba (almeno un paio di mesi).

Mauro Salucci
Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato  cultore di storia,  collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di  “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) e   "Forti pulsioni" (2018) dedicato a Niccolò Paganini. Ultimo arrivato  il libro dedicato ad un sestiere genovese importante come quello di " Portoria e Molo". Mauro Salucci lo potete anche leggere Salucci di web

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