Enrico Vinelli, patron di Hostaria Ducale , non ci sta e nel giorno dedicato alla festa della Liberazione, si “libera” di un peso affidando il suo sfogo ad un video diventato virale. Riaprire i ristoranti? Ipotesi bocciata da Vinelli come una follia o giù di lì…E le sue considerazioni non potevano passare inosservate e, come era logico che fosse, la coda di commenti al suo post su  Facebook si è fatta chilometrica. Molti condividono le sue considerazioni, ma non mancano le voci discordi.

Allora Vinelli: una decisa presa di posizione. Aprire, in queste condizioni, sarebbe una follia…Eppure sembra che non tutti la pensino come lei…

Ho parlato con centinaia di ristoratori e quasi tutti sono sulla mia linea.
Ovviamente molti vorrebbero riaprire perché per rimanere chiusi ci vogliono degli interventi del Governo, che purtroppo al momento non ci sono.
Però è fuor di dubbio che con i costi fissi di prima, gli ulteriori costi che ci saranno per aggiornare i locali, i coperti che saranno tagliati per la distanza obbligatoria, il turismo azzerato e certamente il flusso dei clienti diminuito, sarà impossibile far tornare un conto economico.

In questi giorni di pandemia, sembra essere scoppiata la delivery-mania. Lei non pensa che questo possa rappresentare una fonte di reddito, seppur minima, per i suoi colleghi ristoratori ?

Il delivery a mio avviso può essere un piccolo aiuto, così come l’asporto, ma se il ristorante non funzionerà non servirà assolutamente a nulla.

Conti alla mano, quindi, per Enrico Vinelli meglio stare fermi?

A parte l’aspetto economico ritengo impossibile riaprire per l’aspetto sanitario.
Avremo stoviglie, bicchieri, posate e bottiglie da ritirare sui tavoli e non si può pensare che un cameriere debba sanificarsi ogni volta che sbarazza un piatto.
Così come ritengo molto delicato il discorso della responsabilità civile e penale che avremo.
Saremo a rischio causa per un eventuale contagio.
Come dico nel video, secondo lei se un cliente tirasse un colpo di tosse in sala dovremo evacuare il locale?

Enrico Vinelli
Genova: una città dalla vocazione turistica ormai senza turisti. Potrà bastare il “mercato” interno ?

No e chissà quando il turismo tornerà. Forse potrebbe aumentare il turismo degli italiani, ma certamente non coprirà il turismo estero mancante.
Penso che il secondo motivo per cui uno straniero viene in Italia è il cibo (il primo è l’arte) e il cibo è il primo motivo per cui ci torna.

Enrico Vinelli
Una provocazione…Si andrà al ribasso sui prezzi?

I prezzi dovrebbero aumentare.
Costi più alti, ricavi più bassi, come si può pensare che i prezzi diminuiscano?

Secondo lei, chi decide per la ristorazione, conosce i problemi della ristorazione?

Si e no, perché aldilà del colore politico non posso pensare che ci siano degli imbecilli a dettare le regole, anche se qualche professore in meno e qualche imprenditore in più nelle stanze dei bottoni a mio avviso sarebbero utili.

Si sente solo a dire queste cose?

No, siamo tantissimi e siamo tutti nella stessa barca.
La verità è che se non cambieranno le strategie di salvaguardia il nostro settore sarà devastato.

Così parlò Enrico Vinelli. Un imprenditore da lungo tempo inserito, brillantemente, nel tessuto commerciale genovese. Da non molto tempo si è avvicinato alla ristorazione e parla senza peli sulla lingua, guardando al sodo… Aprire e chiudere, in fondo, possono essere la stessa cosa guardata da due prospettive differenti.

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