La delegazione genovese dell’Accademia italiana della cucina, sotto l’impulso del giovane delegato Manuel Macrì, è molto effervescente in questo ultimo periodo. Perfettamente riuscita la cena Ecumenica 2019, organizzata presso l’Osteria San Giorgio , nel quartiere genovese della Foce. La cena ecumenica è una particolarità spettacolare della ricca attività dell’Accademia. Lo stesso giorno e alla stessa ora, gli accademici di tutto il mondo si riuniscono per celebrare il tema dell’anno. Occorre dire che l’edizione 2019 era particolarmente interessante, andando a toccare, come ha fatto,  la pasta fresca, ripiena e li gnocchi. Un patrimonio gastronomico importante nell’ambito della cucina tradizionale che ben è stato rappresentato  dal  curatissimo volume edito proprio dall’Accademia stessa.

Ecumenica 2019Relatori della serata, di fronte a 40 partecipanti, Marco Benvenuto, direttore di Zena a Toua, e l’ingegner Giorgio Minestrini. La pasta in tutte le sue declinazioni emotive e storico tradizionali, è stata l’oggetto della relazione dell’ Ecumenica 2019  che ha suscitato l’interesse degli accademici e degli ospiti. Roberto Scala, chef proprietario dell’Osteria, ha sintetizzato in un menù particolarmente ispirato, il tema della cena con la vocazione dell’ Osteria stessa. Ci è perfettamente riuscito proponendo  ai commensali una serie di piatti giocati tra impasti e pesci elaborati in variazione secondo l’indubbia tradizione del locale che si è insediato in luogo del prestigioso San Giorgio, trasferitosi nei locali dell’ex Gran Gotto. A fare da collante alla serata l’ineffabile e instancabile Laura Gambardella. Momento particolarmente sentito, quello che portato all’investitura di due nuovi,e giovani, accademici:  la dottoressa Letizia Miraudo, sommelier, e l’ingegner Giorgio Minestrini.

 

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