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Da Jolanda: la tradizione va in tavola con simpatia

Andare per trattorie non è il titolo di una guida di recensioni ma è un modo di intendere una parte, nobilissima, dell’enogastronomia. La trattoria è tipica dell’entroterra, si differenzia da quella angiportuale, non solo per alcune differenti proposte, ma proprio nell’atmosfera, diversa, che pervade questi due nobilissimi luoghi del piacere. La cucina genovese, ligure, che è orticola, trova la sua massima espressione proprio in questi bomboniere del gusto che è bello andare a trovare di paesino in paesino, da una frazione all’altra. In questo caso ci siamo fermati “Da Jolanda“. Non è certo una new entry, neppur è una novità, vista la lunga tradizione di servizio. Ma ci giova allo spirito, e non solo a quello, raccontare un pò  di questo pezzo di tradizione che nella bella Isoverde è ormai memoria storica per tanti genovesi. L’esordio è di quelli significativi, con una raccolta di sapori racchiusa in un bel piatto di antipasto misto con una grande prospettiva di torte salate. Porzione di quantità e di qualità.Da Jolanda

Come non cedere al binomio, che non è dualistico, tra pesto e tuccu? Si cede eccome, con un rabbocco direttamente dal piatto grande per quanto riguarda l’oro verde ? Un pesto lieve, non maleducato: proponibile ad una platea vasta ma realizzato secondo crismi e tradizione con la giusta consistenza e con appropriate punte aromatiche. Sul tuccu siamo all’eccellenza, davvero. Nota di spicco: la totale assenza di acidità in un contesto molto equilibrato.

 

Da Jolanda

Arriva il gran vassoio di fritto misto alla genovese. Sufficientemente ricco con l’immancabile latte dolce. Molto genovese, sia chiaro, quindi da non mettere in confronto con quello piemontese che nasce da differenti presupposti gustativi. Quello che va evidenziata è l’assoluta leggerezza del fritto. Assolutamente volatili le varie porzioni, quasi come nuvole che ben si accodano alla forchetta e salgono al palato con fragranza e senza unti che si trascinano sugli organi deputati al gusto.

Gentilezza, servizio veloce, cortese, attento. Una location estiva con un bel giardino ma un interno che predispone alle gradevolezze invernali. Vogliamo  poi parlare di funghi? Attenzione alla  carta dei vini non senza escludere il classico vino sfuso nel quarto da osteria. Per l’occasione abbiamo scelto un Nebbiolo che vedete in foto, delegando al pesto una sana acqua naturale. In cucina qui fanno tradizione e lo fanno per tradizione. Da tornarci ai  primi freschi.

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