Torniamo, a distanza di tempo, a visitare  Da Agnese, bomboniera del gusto tradizionale in via Giro del Vento a Bolzaneto, nella Valpolcevera genovese.

 

Solo conferme, piacevoli, lo diciamo subito, nel corso dell’ultima, composita degustazione. Ma andiamo subito alle portate, sempre ricche, da trattoria, insomma.




 

La trattoria, genuina come il tempo che sembra non scorrere, presenta due sale: una ampia, all’ingresso su cui si affaccia un finestrone che rivolge lo sguardo alla cucina. L’altra saletta, dove troneggia una stufa antica, è più raccolta.

Come d’abitudine, sul tavolo ad attenderci, una mostardella d’auto con coltello  tagliere pronti alla bisogna. Non è stato il caso nostro, ma scoprirete, nel caso, che se non l’avrete consumata per intera vi sarà consegnata al termine della cena come da antica usanza.

 

Accoglienza:  voto 8 Biglietto da visita sicuramente valido quello della mostardella sul tavolo. Simpatia a prima vista e professionalità nell’accoglienza.

L’accurato assaggio della mostardella in entrata, ci hanno fatto desistere dall’antipasto declinato  nella semplicità delle migliori proposte genovesi. Dichiariamo da subito la scelta del vino sotto forma di un Ormeasco Superiore particolarmente adatto, a nostro giudizio, ai ravioli al “tuccu” che sono arrivati in tavola.
Scelta un po’ forte, lo ammettiamo senza remore invece, per il pesto.  Ci siamo astenuti dal bere con la salsa genovese prediligendo della neutra acqua. Li gnocchi erano di patata quarantina, le lasagne, “mandilli de sea” tirati al momento, si sono esaltati di un pesto, storicamente patrimonio di Agnese  dai tempi in cui la trattoria sorgeva  nella zona di Vigomorasso- Sant’Olcese.

 

Per il pesto la prova scarpetta è sigillo di qualità.
 I primi: voto 8,5  Ravioli di carne alla genovese eseguiti perfettamente nel rapporto con lo spessore dell’involucro di pasta. Ripieno consistente e asciutto. Il pesto di Agnese resta singolare e da manuale: i mandilli come da tradizione. Molto interessanti li gnocchi realizzati con la classica Quarantina ligure. 




 

Passaggio che vi consigliamo di non trascurare, quello dell’incontro con una ricotta affumicata che, a nostro avviso, va consumata a se stante in quanto deliziosamente invasiva se portata su un piatto.
Assaggio volante di ricotta di Cabannina, in netto contrasto di sapore con la ricotta affumicata. Due declinazioni che si compenetrano in una sola esperienza di gusto
Il secondo che abbiamo scelto è un piatto comunque antico come la mostardella con le uova. Un tempo la si faceva riscaldare sulla stufa di ghisa. Tuttavia anche oggi, la mostardella cotta rilascia sapori e aromi di ineguagliabile spessore. L’uovo ne è un necessario complemento come accade anch in altre d’Oltremanica cucina.
Scegliamo di non negarci l’accompagnamento delle patate all’agiadda che qui, da Agnese, trovano largo utilizzo con soddisfazione del palato.

 

Secondi Voto 9  Innegabile che il voto sia condizionato dalla scelta di gusti antichi, tuttavia l’esecuzione è canonica e, quindi, non si sbaglia. 

 

Per finire altro gusto da sala con buffet  e contro buffet, quando da un’anta saltava fuori il barattolo delle frutte sotto spirito. Così accade, anche in questo, caso con queste albicocche alcolicamente graduate in emerita grappa.

Giudizio finale Voto 8  Sapori antichi che qui da Agnese, devono aver clonato per farli rivivere in un Jurassic Park del gustoLa cortesia sta di casa, il prezzo è da trattoria a fronte di un’ottima  qualità e di piatti pieni. C’è facilità di posteggio e si esce certamente soddisfatti. 

 

 

 

 

 

 

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