Tra la costoletta alla milanese e la Wienerschnitzel esistono molte differenze. Tuttavia, in corso di tempo, si è fatta un po’ di confusione. In modo particolare per quanto riguarda la primogenitura. Tanto che, in questo senso, si è scomodato anche il celeberrimo Maresciallo Radetzky che, sarà pure quello della  Marcia, ma non è quello della carne panata.

Due cose differenti. 

impanareLa prima differenza è che la “milanese” doc viene cucinata con la lombata di vitello, osso incluso. Viene intinta nell’uovo, passata nel pangrattato e poi fritta, sia chiaro, nel burro! Veniamo, adesso, alla viennese che è cucinata con la lonza di maiale e, in qualche circostanza, con al fesa di vitello. Altro passaggio che differisce dalla “milanese” è il passaggio nella farina. Infine la frittura: in Austria friggono nello strutto.

E ci si mette anche il Maresciallo

A intorbidare le acque nella disputa Milano-Vienna si inserisce l’affaire Radetzky. Si proprio lui, il Maresciallo, quello della marcia. Leggenda vuole che, mentre si trovava nella città meneghina trovasse il tempo, tra un moto e l’altro da domare, per informare, in modo entusiasta, Francesco Giuseppe sulle virtù di questa carne panata. E lo faceva tramite il suo aiutante di campo, Conte di Attems. Sotto questo aspetto, quindi, la primogenitura in tema di carni panate sarebbe stata bella che risolta. Se Radetzky magnificava la “milanese” vuol dire che non conosceva la preparazione e quindi…Una leggenda e niente più partorita negli anni Sessanta e poi montata su se stessa. In realtà appare già poco probabile che Radetzky, invece che rapporti militari spedisse trattati di gastronomia all’Imperatore che, di suo, non era un gourmet e andava avanti a carne bollita. Ma, particolare non da poco, all’inizio del secolo della cosa si interessarono gli Austriaci che evidenziarono come nessun testo riguardante il Maresciallo citasse il fatto. Ma, a chiudere la partita, il condottiero non aveva mai avuto un aiutante Conte di Attems. C’è da dire poi che l’antica pratica della panatura e della frittura era conosciuta in Austria, ma non solo, da tempo e che la Wienerschnitzel viene citata in un trattato di gastronomia austriaco risalente agli anni Trenta del diciannovesimo secolo, quindi ante soggiorno italiano dell’Austriaco.

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