Cinghiale amico – nemico. Amico perché commestibile. Nemico perché rompe le recinzioni e crea danni a volte non quantificabili.
L’hanno presa sul ridere i cacciatori di Capreno, alle spalle di Sori, che custodiscono una ricetta laboriosa, quella appunto del cinghiale di Capreno, ma dai risultati garantiti: polpa di cinghiale (carrè, spalla o coscia), cipolla, sedano, carote, prezzemolo, ginepro, vino rosso corposo, pepe, olio sale. La polpa viene fatta saltare nel trito di sapori a cui può essere aggiunto mirto a volontà e pepe, copertura abbondante di vino. Dopo una fusione di almeno 24 ore, carne scolata e rosolata in olio extra, poi nuovamente i gusti e vino nuovo che copre la carne e cuoce per cinque ore a fiamma debole. Cinghiali. Non tutti i mali vengono per nuocere.
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