Una lunga e dettagliata lettera aperta indirizzata alle istituzioni, ma quasi parrebbe rivolta a tutti quelli che possono e che vogliano. E’ questo in sintesi il lungo, argomentato ai limiti della pignoleria, documento redatto e divulgato in queste ore. I firmatari? Una nutrita rappresentanza di locali, bar e ristoranti del centro storico di Genova. Nelle intenzioni dei promotori, comunque, è compreso, in modo ben chiaro, l’invito ad accodarsi a chi non lo avesse ancora fatto. E’ l’interesse di tutti. Una lunga analisi, quella del documento, che da lungo cahier de doleance si chiude con richieste molto reali.

Servono aiuti reali immediati, legati alla differenza di fatturato fra il 2019 e il 2020 e che vadano a compensare la perdita economica sostenuta dalle attività. In questo senso, il 50% della differenza di fatturato fra i due anni  potrebbe essere un buon punto di partenza per evitare futuri fallimenti (…)  Serve un allentamento della pressione fiscale per alleggerire il passato e il prossimo biennio nel quale siamo appena entrati. Servono politiche attive per facilitare la creazione di eventi, con la sburocratizzazione dei percorsi istituzionali e l’appoggio delle istituzioni in ogni singola parte del percorso di realizzazione degli stessi: oggi, per realizzare un evento di qualsiasi grandezza, servono interventi di professionisti che certifichino ogni minimo dettaglio, generando importanti costi fissi aggiunti; bisogna compilare infinite pratiche spesso inutili e versare notevoli balzelli. Nella situazione che vivremo nei prossimi anni, questi interventi dovrebbero essere ad appannaggio delle istituzioni, che dovrebbero organizzare bandi puntuali e dedicati durante l’anno, mirati alle esigenze di programmazione e semplificativi di quella burocrazia che ogni giorno distrugge qualsiasi entusiasmo.
Serve il prolungamento della concessione gratuita dei dehor fino almeno all’ottobre del 2022, dal momento che gli spazi all’aperto saranno di vitale importanza per ancora lungo tempo, tenendo conto dell’inevitabile prolungarsi dell’emergenza sanitaria e della conseguente paura di una larga fetta della popolazione nel recarsi in luoghi chiusi. Serve una promozione costante ed efficace del nostro territorio, con la realizzazione di prodotti
turistici sostenibili e che lavorino sui due diversi target, cittadini e turisti, in maniera chiara e ben distinta. Una promozione diretta attraverso canali moderni, che tenga conto dell’operatività presente sul territorio e che sia concepita insieme alle realtà professionali che già su queste strade operano da anni con successo. 

Il grido di dolore si è levato: ora si tratta di verificare il grado di sordità delle istituzioni che dovrebbero accoglierlo.

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