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Caporale “scelto” e dolcezze genovesi per Alberto Podestà

CaporaleA Genova c’è un biscotto che viene secondo solamente a quello del Lagaccio.
Ma se il primo, conosciuto anche come “della salute” è decisamente più comune, consumato giornalmente, il Caporale (questo è il suo nome) è da considerarsi a tutti gli effetti un prodotto da pasticceria.
Ma non quella secca, il Caporale è morbido, leggero, delicato frutto di due masse montate.
Preferibilmente va mangiato fresco nel giro di qualche giorno, a questo proposito potremmo definirlo con un termine militaresco oramai desueto quale il “Caporale di giornata”.
CaporaleOttimo se pucciato nel the, nella cioccolata calda o creme pasticcere è adatto anche alla preparazione di zuppe inglesi o tiramisù.
Parente stretto del Pan di Spagna, che malgrado il nome è risaputo come un’invenzione zeneixe per taluni avrebbe anche una, lontana,  parentela con i savoiardi piemontesi.
Comunque, vera o presunta parentela, se siete a Genova chiamateli con il loro nome, si sa noi genovesi siamo fatti così. Abbiamo una digestione lenta e una memoria buona e quell’altro nome è un po’ troppo sabaudo.

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