Non si può certo parlare di gradita sorpresa per un un locale che è solo certezze. Ma aver conosciuto il “C’era una volta” più da vicino, non ci può che farci notai nel certificare che che ciò che di bene viene detto è certamente ben detto.
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Il locale, con un accesso molto “genovese” all’interno di un palazzo padronale, si presenta in modo positivo già a prima vista. Molto luminoso e arredato con gusto particolare. I vinili alle pareti ed un ampio salotto molto informale sono l’anticamera al ristorante stesso che si presenta con i tavoli generosamente ben disposti.
Abbiamo mangiato a pranzo, in questo ristorante, ma il menù è piuttosto completo e comprende tutte le eccellenze di una cucina ligure che qui, al “C’era una volta”, viene interpretata modernamente ma con grande aderenza alla tradizione.
Ambiente voto 7,5
Consigliamo il tavolo a vista cucina. Si può apprezzare la paziente fatica del personale di cucina, che si trasforma in un tris di pasta ligure con pansoti in salsa di noci, ravioli al “tocco” e trofie al pesto con patate e fagiolini d’ordinanza.
Equilibri nella realizzazione dei tre condimenti tipici ci fanno dire che un viaggiatore, un turista, ne uscirebbe con un mappamondo di gusti autentico viatico per l’ottima reputazione della cucina genovese.
Anche il pesto, seppur calibrato in modo “educato”, per evidenti ragioni di clientela, ha un filo di azzeccate tessiture al pari degli altri fratelli di gusto
Ai primi voto 8
In tema di tradizione anche la seconda portata con buridda, realizzata nella sua versione con le seppie e non con i peschi a tocchetto, e trippe in un mix terracqueo che ricorda da vicino la Liguria. Le trippe sono cotte al punto giusto senza prevaricazioni di pomodoro, la buridda, di seppie, è gustosa e morbida impattando con il palato: segno di freschezza del pescato.
Ai secondi voto 8
Abbiamo accompagnato il tutto con Refosco dal Peduncolo rosso. Selezionata ma raccolta la carta dei vini con attenzione alle proposte italiane.
Ai vini voto 7,5
Nota caratteristica: non servono caffè espresso ma un buonissimo caffè realizzato all’antica con la moka. Un vezzo di classe.
Il “C’era una volta” è un sicuro approdo. La cucina del territorio è ben valorizzata senza rivisitazioni stupefacenti ma preparata secondo la tradizione anche se in un contesto moderno e dinamico.
Il servizio è competente e gentile e il locale è davvero gradevole dal punto di vista del design e delle proposte architettoniche.
L’ampia cucina a vista mette in relazione con il lavoro dei cuochi e anticipa, sotto forma di umori e rumori, quello che poi, con puntualità, troveremo nel piatto. I vecchi sapori di una volta… D’altronde non ti chiami “C’era una volta” per caso…
Voto complessivo 8
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