Premessa: Questa analisi è frutto della mia passione per la storia, una nota di folklore e di curiosità, non entro nel merito del giudizio gastronomico lascio ad altre firme di “Zena a toua” questo ruolo.
Diciamoci la verità spesso capita di leggere un nome sull’insegna di un locale, memorizzarlo senza darvi troppa attenzione.
Eppure il nome è la prima credenziale di una qualsiasi attività, da questo già si intuisce l’impostazione della stessa.
Il più delle volte diamo per scontato che essendo così noto sia quasi superfluo approfondirne il motivo della scelta.

Un ristorante cinese che si chiama “Il Milione” ? Scontato! Direte, eppure a Genova direi proprio di no, visto che il capolavoro del grande navigatore veneziano venne scritto mentre era prigioniero a Palazzo S.Giorgio.
Un ostello intitolato al più grande corsaro ottomano il principe Dragut, che c’azzecca? In questo caso purtroppo si, viste le numerose scorribande funeste dell’ammiraglio pericolo numero uno delle coste italiche. Per fortuna ci pensò il sempre presente Andrea Doria a farlo prigioniero ammanettandolo per quattro lunghi anni a bordo di una galea. Nota di colore pare che il principe genovese avesse chiamato Dragut un suo gatto.

 

E poi “The Cook” rinomato tempio del gourmet cittadino che può essere inteso letteralmente come il cuoco o cucinare ma che non può non rimandare al mitico James Cook esploratore, cartografo e navigatore della corona inglese.
Per arrivare alla fine di questo breve ma significativo percorso nella storia non possiamo dimenticare il ristorante dedicato al più amato degli attori genovesi. “I Maneggi” così come la nota commedia di Gilberto Govi.
Genova città di mare dove tante storie si sono e continuano a intrecciarsi.

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