Al Vico sotto le Murette, in corrispondenza dell’ 11 rosso era l’ Antica Osteria delle Murette. Parliamo di uno dei più noti esercizi della Genova Vecchia, gestito da inizio Novecento per sessant’anni dalla Scià Adelaide. Le Murette erano famose anche per un altro motivo. Qui Nicola Tanlongo, detto in città “O feugo” tenne fino all’inizio del Novecento vivacissimi spettacoli di marionette che attiravano i giovanissimi della zona. Situate nella zona di Portoria, sotto vico inferiore Campopisano la denominazione di queste mura deriva loro dal fatto di essere le antichissime mura di cinta della città. Insomma, da Vico sotto le Murette si può partire per un “viaggio”straordinario

Vico sotto le Murette Erano state  costruite nel 939 e nel 1155: dette dalla gente comune “e muagette” anche se, a dire il vero “muragliette” vennero chiamate anche le mura erette nel 1533 per fortificare il percorso dal Molo Vecchio alla Darsena. Le murette o quello che resta di questo percorso nel passato appartiene all’edificazione delle Mura del Barbarossa.
Federico Barbarossa, disceso in Italia, concentrò su Milano la sua azione di occupazione e riuscì ad averne ragione, non senza difficoltà. Vittorioso, costrinse gli stessi milanesi a radere al suolo i quartieri in cui vivevano, salvando solo i luoghi di culto e quelli storici. Anche il Duomo venne graziato. L’Imperatore si limitò a mozzare la torre, la quale però cadde rovinosamente sulla struttura. L’umiliazione, inferta ad arte al popolo milanese proseguì , perché questi e gli abitanti della provincia iniziarono a pagare , a pagare tasse ai tedeschi. Questo mai era avvenuto. Intanto, a poche ore di cavallo da Milano, la popolazione genovese fremeva, con la febbrile costruzione delle nuove mura di cinta della città.

Porta dei vacca

Ad esse  contribuirono tutte le classi sociali , in primis la Chiesa, partendo da quella che dal XIII secolo in poi venne definita Porta dei Vacca fino a Porta Soprana, intorno alla già preesistente cinta che avvolgeva le alture di Castello, di Mascherona e di Sarzano. Con questa rapida controffensiva architettonica fatta in casa, il “burgus” della città si consolidò con la “civitas” del centro storico genovese. La costruzione di queste mura dette ancor oggi “del Barbarossa” fu un segnale diretto e subito colto dall’imperatore.  Insieme ad altri segnali che gli fecero comprendere i guai nei quali stava per mettersi, dopo tante vittorie. L’estrema litigiosità fra Genova e Pisa, per usare un eufemismo, gli faceva passare sonni poco tranquilli. Proprio in quel delicato periodo, infatti, i Pisani attaccarono un fondaco genovese in Costantinopoli ed uccisero il figlio del console Ottone Rufo. Fu una vera e propria guerra quella che esplose, proprio nel momento in cui Federico dovette fare un ritorno in Germania.

Federico Barbarossa

Uomo d’azione ma estremamente saggio, conosceva bene lo spessore dell’alleanza normanno genovese nella penisola. Ben si rendeva conto che le condizioni future per una politica espansionistica verso sud erano legate ad una disponibilità di uomini e mezzi marittimi da guerra di cui Genova disponeva. Fu proprio questo dedalo di problematiche, forse, a far si che le truppe del Barbarossa non si spinsero verso le porte della città. Una città che proprio in quel periodo non mancava di organizzazione bellica e viveva i suoi tempi d’oro, essendosi ormai affermata militarmente ed a livello commerciale su tutte le rive del Mediterraneo. Soltanto con la città di Alessandria d’Egitto e con la Terrasanta, in quel periodo, Genova aveva un giro d’affari che superava di tre volte e mezzo quello di Costantinopoli. Vico sotto le Murette e Federico Barbarossa: qualche punto in comune.

Mauro Salucci
Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato  cultore di storia,  collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di  “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) e   "Forti pulsioni" (2018) dedicato a Niccolò Paganini. Ultimo arrivato  il libro dedicato ad un sestiere genovese importante come quello di " Portoria e Molo". Mauro Salucci lo potete anche leggere Salucci di web

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