piatto vuoto“Oriana Mariotti lavora nel mondo dell’informazione radio-televisiva da quando aveva solo 17 anni. Giornalista e psicologa, è editrice del magazine  Le cronache della Bellezza, dove si occupa di benessere psicologico e fisico, empowerment femminile ed informazione positiva. ” Oriana Mariotti ci spiegherà, settimana dopo settimana, come mangiamo, perché mangiamo…Parleremo della bellezza del cibo e delle sue storie. I colori dei “piatti”, i profumi: come ci seducono e perché? Ce lo spiega la nostra

“psicologa nel piatto”

Cucinare dolci è molto terapeutico.
Lo rivela anche una ricerca delle psicologhe e neuroscienziate Susan Whitbourne e Donna Pincus delle Università di Boston e del Massachusetts.
Infatti, spesso le nostre emozioni tendono a prendere il sopravvento. Parliamo di  stress, ansia, rabbia, confusione, hanno bisogno di essere riconosciute, elaborate, “digerite” quindi, per poi andarsene e lasciarci in pace. Uno dei modi che alcuni hanno per affrontare delle situazioni di disagio e stress è quello poco sano di abbuffarsi, soprattutto di dolci.

pandolce di natale

Sei  arrabbiato?

Ecco perché invece che mangiare compulsivamente cibo troppo calorico, cucinarlo può aiutarci a non sentirci in colpa. Ci può far superare e tollerare la rabbia o sentimenti poco piacevoli, e quindi a liberarcene, in modo costruttivo: dando vita ad una bella torta!

Perché proprio il dolce, vi chiederete?
Posso rispondervi dicendovi che da sempre l’essere umano preferisce questo sapore, perché utile alla sua evoluzione (molti cibi dolci sono “buoni” come il latte ed i frutti, mentre quelli amari sono potenzialmente velenosi).

Inoltre, come ben sapete, per cucinare occorre predisporre una sorta di rituale: reperire gli ingredienti, pesarli, amalgamarli tra loro, renderli quindi assimilabili dal nostro corpo, ed in molti casi cuocerli. In modo molto simile, per riuscire a gestire le emozioni ed assimilarle, la mente deve prima elaborarle, proprio come quando si cucina qualcosa.

A cottura avvenuta, la nostra ricetta sarà pronta dopo un processo di elaborazione: la stessa cosa che la nostre psiche deve fare per “digerire” ed elaborare a sua volta pensieri, sentimenti e stati d’animo.

Sei arrabbiato?

Non dimentichiamoci poi, che cucinare un dolce ha anche una forte valenza simbolica positiva: trasmette affetto, dolcezza, è un “prendersi cura” della persona per cui lo realizziamo.

Pensate ad esempio alla panna montata, alla cioccolata calda, ad una tazza di the con i biscotti, ad una tazza di latte caldo insaporito con cannella, zucchero e cacao: sono tutti cibi consolatori, che ci fanno sentire bene perché ci fanno sentire amati.

Sei arrabbiato?

Ama te stesso ed amerai anche gli altri, si dice: un detto davvero saggio.
Quante volte ci si prepara una tazza di cioccolata calda per condividerla con gli altri?

Sappiate che si tratta di rituali “automatici” e quotidiani, che però affondano le loro radici nella storia dell’umanità!

Dolce giornata a tutti!

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