Capita  che la Sardenaira venga definita, impropriamente, la pizza ligure.  Ma questa preparazione mantiene una sua profonda identità che le deriva dall’ antica storia. A Ponente assume numerose declinazioni, variazioni e deviazioni di nome. A Bordighera e Vallecrosia la sentirete chiamare Piscirà. Mentre a Buggio il nome è Piscarada, a Pigna è Vojun. A Sanrsardenaira da recordemo c’è la Sardenaira, a Taggia la Figassa e a Ventimiglia la chiamano Pisciadela. Risale al 1300 ed è molto diffusa nell’imperiese, ma anche a Montecarlo e a Nizza.  E’ costituita da una pasta lievitata, condita con pomodoro e altri ingredienti e cotta in forno. I Sanremaschi, fieri della tradizione, tengono a sottolineare la doppia lievitazione, di cui una direttamente in teglia. Ma anche la presenza di olio nella pasta, spessore e cottura dai quali deriva un prodotto morbido e fragrante dalla base croccante. La stesura avviene in teglie rettangolari.

 

POTETE REALIZZARLA COSI’

 

sardenairaRispetto alla ricetta tradizionale, “bianca” potremmo dire che , dopo la scoperta dell’America, questa specialità ha visto l’aggiunta della salsa di pomodoro. In Costa Azzurra la realizzano priva di pomodoro ma con l’aggiunta delle cipolle. È la Pissaladière, un appetizer della cucina nizzarda. Per la Sardenaira, il nome si rifà all’uso, antico, delle sardine. Secondo la tradizione, questo tipo di focaccia sarebbe stata preparata per la prima volta alla fine del Quattrocento. Avrebbe preso il nome di “Pizza all’Andrea”, in onore dell’ammiraglio Andrea Doria, onegliese e deus ex machina delle consistenti fortune della Repubblica di Genova. La versione di parte francese fa risalire la ricetta a una preparazione di derivazione provenzale.
sardenaira È la pissaladière, nome che deriva dal termine peis salat (pesce salato). Si tratta di una salsa a base di piccoli pesci , salati e pestati, dopo una macerazione di otto giorni. Secondo i Francesi, la ricetta sarebbe stata introdotta dai cuochi romani che erano al seguito del papa in occasione del periodo avignonese. Ad Apricale si chiama figassun o machetusa. Qui il termine è legato alla pasta di pesci salati che da quelle parti prende il nome di Machetto. Anticamente la Sardenaira si preparava soprattutto il venerdì, giorno di magro.

Nel 2015, a Sanremo hanno realizzato la Sardenaira più lunga del mondo  30 metri. Per realizzarla furono necessari 70 chili di farina e 25 litri di olio. Ma il Guinnes dei primati ha bocciato la possibilità di un premio dedicato e ha proposto agli organizzatori di entrare nella categoria “pizza”.

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