Sale quanto basta…Provate a pensare per un attimo a quante espressioni ricorre il termine sale. Elemento basico della nostra catena alimentare ha da sempre avuto un’importanza tale da giustificare luoghi e modi di vita.
Il salario dapprima paga degli antichi legionari poi trasformato in stipendio per braccianti e operai, le vie del sale, “il sale della vita” e ancora il termine sale e tabacchi legato ai tempi in cui lo stato esercitava il suo monopolio.
Importantissimo poi per conservare ma anche cuocere i cibi.
E che dire delle saliere da tavola? Rigorosamente con dei chicchi di riso per preservarlo dall’umidità.
Oggi l’uso del sale, per motivi salutari, è sempre più controllato ma allo stesso tempo si è fatto più sofisticato. Insomma: sale quanto basta…
Accanto al vecchio e caro sale bianco una serie di simili dai gusti decisamente esotici. Quali ad esempio il sale rosa dell’Himalaya, il sale grigio dell’Atlantico o quello nordico affumicato, solo per citarne alcuni.
E per finire in bellezza citando il poeta: sapore di sale, sapore di mare, sapore di te.
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Il salario dapprima paga degli antichi legionari poi trasformato in stipendio per braccianti e operai, le vie del sale, “il sale della vita” e ancora il termine sale e tabacchi legato ai tempi in cui lo stato esercitava il suo monopolio.
Accanto al vecchio e caro sale bianco una serie di simili dai gusti decisamente esotici. Quali ad esempio il sale rosa dell’Himalaya, il sale grigio dell’Atlantico o quello nordico affumicato, solo per citarne alcuni.






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