Siamo sempre stati convinti che si possa fare ottima ristorazione anche all’interno di strutture alberghiere. Un’affermazione che trova più di uno scetticismo, ma anche tante voci di segno contrario.

Proprio per questo motivo abbiamo voluto visitare il ristorante Giotto, inserito all’interno del prestigioso hotel genovese Bristol, nella centralissima via XX settembre.
Si tratta di una struttura di grandissimo charme, onore e vanto storico per Genova la Superba. Al ristorante, posto ai piani superiori, si accede dalla hall centrale. Il ristorante Giotto gode di ottime recensioni.
Diciamo subito che le sale sono stupendamente affrescate e il servizio è da subito molto cordiale e sollecito.
Ci siamo voluti calare nella parte dell’utente medio, e probabile, di un servizio come questo: il turista. Per questo, in apertura, ci siamo indirizzati su un “Antipasto tipico ligure” . Lo abbiamo fatto ritenendo che possa essere una scelta interessante per chi vuole assaggiare, in sintesi, alcune delle prelibatezze della cucina tipica regionale.
All’interno di questa scelta, anche una non meglio identificata “Torta di verdure “che non ha richiamo alcuno nella tradizione. Esiste la torta Pasqualina, che taluni declinano ai carciofi, la torta di bietole, sulla quale si discute, la cappuccina. Insomma: un po’ più di attenzione alla semantica nella compilazione di una carta, sarebbe opportuna.
Ma le sorprese arrivano all’assaggio dove ci viene proposta un’indefinibile amalgama di verdure pressate in modo scomposto, la cui cottura è cruda nella sostanza, ma non “ a crudo” come si potrebbe pensare. Non riusciamo a definire nella tradizione, di quale torta si possa trattare.
La pasta che la ricopre non è eseguita secondo le regole e s’interseca in modo arbitrario al contesto: umida e non croccante come risultato di una corretta cottura. Non si tratta di un buon piatto nel suo complesso e non fa onore alla tradizione ligure.
Ci evitiamo le altre proposte genovesi, per non incorrere ulteriori e non appaganti sorprese. Rimediamo con un classico filetto di manzo con riduzione di Rossese di Dolceacqua che ci dimostra come, in realtà, un cucina si sappia lavorare. Da questo ne deduciamo che le mancanze riscontrate possano derivare da carenze di “cultura” specifica sulla tradizione. Se si vorrà perseverare sul tipo di proposta, sarà bene studiare un po’. Altrimenti si passi la mano e si facciano cose più congeniali.
Il cannolo siciliano scomposto è sempre sulla falsariga del precedente giudizio: si sanno fare le cose, non quelle di tradizione genovese.
TORTA PASQUALINA. IL VIDEO DELLE MERAVIGLIE
La scelta dei vini, seppur non enciclopedica, ha attenzione al territorio. Abbiamo optato per un Rossese di Dolceacqua che non ci ha delusi.
Come detto, al ristorante Giotto, servizio estremamente professionale e veloce all’interno di una struttura di grande atmosfera.
Il prezzo medio per una cena di tre portate può oscillare mediamente sui 45 euro vini esclusi.
Giudizio finale. Non ci è piaciuta la proposta di un antipasto ligure largamente insufficiente dal punto di vista “culturale” prima che da quello della realizzazione pratica, carente anche in questo senso. Due le soluzioni: o si studia la composizione, visto che poi abbiamo verificato la capacità di realizzare preparazioni in modo corretto, oppure si lasci pure stare. La cucina ligure non ha bisogno di ambasciatori sottotraccia.
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All’interno di questa scelta, anche una non meglio identificata “Torta di verdure “che non ha richiamo alcuno nella tradizione. Esiste la torta Pasqualina, che taluni declinano ai carciofi, la torta di bietole, sulla quale si discute, la cappuccina. Insomma: un po’ più di attenzione alla semantica nella compilazione di una carta, sarebbe opportuna.
Ci evitiamo le altre proposte genovesi, per non incorrere ulteriori e non appaganti sorprese. Rimediamo con un classico filetto di manzo con riduzione di Rossese di Dolceacqua che ci dimostra come, in realtà, un cucina si sappia lavorare. Da questo ne deduciamo che le mancanze riscontrate possano derivare da carenze di “cultura” specifica sulla tradizione. Se si vorrà perseverare sul tipo di proposta, sarà bene studiare un po’. Altrimenti si passi la mano e si facciano cose più congeniali.







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