CHE PESCI PIGLIAMO A MAGGIO?

 

di Silvia Stefani 

 

pesci a maggio, pescherie d'Italia, anche pesce di allevamento

I consigli della nonna

Lo dicevano le nonne: pesce fresco, di stagione e  pesce nostrano. Così soddisfiamo il palato e anche il portafoglio, che non si apre per acquistare un prodotto gravato dai costi di trasporto e di conservazione.




Parole sagge, anche se è pur vero che orientarsi nel mare (è il caso di dirlo) delle proposte non è affatto semplice.

Ecco dunque un breve elenco dei pesci che popolano il Mare Nostrum nel mese di maggio:

  • acciuga
  • cefalo
  • dentice
  • nasello
  • pesce spada
  • sardina
  • sogliola
  • tonno
  •  spigola
  •  aragosta,
  • cernia,
  • gamberetto rosa
  •  granchio
  •  rana pescatrice
  • razza
  • ricciola
  • sarago
  • scampo
  • sgombro
  • totano
  • triglia
  • cepola
  • gallinella
  • mormora
  • occhiata
  • seppia
  • sugarello

Possono bastare? Pensiamo di sì! Non solo, un’adeguata informazione ci permette pure la scelta consapevole, con un occhio al salvadanaio. Per esempio, al posto di un tonno costoso, possiamo optare per i tonnetti o i tombarelli nostrani.




Oppure scegliere gli sciarrani, della medesima famiglia della cernia. O ancora, acquistare le aguglie, le mostelle, i sugarelli, i pesci castagna e tanti altri pesci meno noti, che vivono nel Mediterraneo.

Vediamo allora alcune idee per un pranzo di pesce, a maggio.

Molto suggestivo, un primo a base di tortelli di pesce spada e carciofi conditi con un semplice sughetto di pomodorini. Oppure, se volete stupire i vostri ospiti,   servite la lasagnetta agli scampi, una vera esplosione di sapori.

Proseguite il pranzo portando in tavola degli involtini di spada panati al pistacchio, croccanti fuori e morbidi dentro. Una pietanza completa, che coniuga le proprietà benefiche del pesce con quelle della frutta secca.

Un grande classico, gradito a tutti e che mette allegria è l’alice fritta. Adatte a un pranzo tradizionale, ma pure a un buffet in piedi, le alici si  mangiano anche con le mani, facendo attenzione a non ustionarsi. Servitele appena fatte, sempre se riuscite a farle arrivare in tavola!

 

 

 

 

 

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