Un lettore, Paolo Giacobbe, ci ha chiesto la ricetta della pasta e fagioli ligure. La scelta non è delle più semplici, visto che, in Italia, di versioni di questo piatto, ne esistono 2577. Da questo numero spropositato, abbiamo tratto quella che è più prettamente ligure: chiavarese,ad essere onesti. La pasta e fagioli alla chiavarese. (Marco Benvenuto)
Una premessa doverosa. Come tutte le ricette antiche necessita di una cottura lunga che, tuttavia, ne esalterà i sapori. Gli ingredienti sono dati per quattro persone.
Ingredienti
400 gr. fagioli borlotti secchi
80 gr. pasta (ditaloni rigati o bricchetti)
1 carota, i costa sedano, 1 cipolla
2 patate
100 gr. pancetta a fettine o cotenna di prosciutto
olio evo
sale e pepe
Fate ammollare i fagioli per circa 12 ore. Successivamente fateli bollire per una cinquantina di minuti, con l’accortezza di salare l’acqua solo a pochi minuti dalla fine della cottura. Di questi fagioli, teniamone già da parte circa un terzo: ci serviranno.
A questo punto facciamo un battuto di pancetta che rosoleremo insieme a carota, sedano e cipolla. A questo punto uniamo due patate tagliate a “tocchi” e facciamo insaporire bene il tutto per la nostra pasta e fagioli alla chiavarese.
Ora è il momento di unire i fagioli con la loro acqua bollente e facciamo cuocere a fuoco lento per circa un’ora. Cercate di mantenere il composto sempre liquido, nel caso aggiungete un po’ di acqua bollente.
Adesso frulliamo il composto con un frullino ad immersione unendo i fagioli che avevamo tenuto da parte. Riportiamo a bollore, a fuoco molto basso, e uniamo la pasta che cuoceremo per metà del tempo indicato mescolando in continuazione. A quel punto spegniamo il fuoco e lasciamo che la pasta cuocia in questo modo. Completiamo con una grattata di formaggio grana e un po’ di olio extravergine d’oliva.
A questo punto Paolo Giacobbe ha realizzato la ricetta per sé e per degli amici e ,simpaticamente, ci ha inviato le fotografie della realizzazione della pasta e fagioli e il piatto completo e finito. Ha aggiunto, graditissimo, anche l’accompagnamento in termini di bevanda. E allora “gustiamoci” il capolavoro di Paolo.
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