Gli italiani, in smart working o chiusi in casa, a un break col panino col salame non dicono certo di no.  Insomma, al pane e salame  gli Italiani, proprio,  non sembrano aver rinunciato. Se la pandemia ha impattato negativamente sul mercato e l’export dell’industria alimentare, anche per la chiusura dei ristoranti, in controtendenza il comparto dei salumi. Un settore  che già nel 2019 aveva dato segnali di ripresa (+1pane e salame,4%), ha registrato un buon incremento delle vendite anche nel 2020 (+3,2%).
L’importanza che riveste per il consumatore l’elemento dell’italianità e della provenienza del cibo che acquista, trova riscontro anche nei dati di questa Dop. La produzione certificata dei Salamini Italiani alla Cacciatora Dop ha avuto nel corso del 2020 un andamento decisamente positivo.  Nel 2020 ci siamo mangiati quasi  4 milioni di chili di salame. La buona performance della Dop può essere legata ad un andamento positivo di questo salume nell’ultimo periodo e alle nuove condizioni socio-psicologiche che si sono verificate in conseguenza della pandemia. Una situazione  che ha portato i consumatori a dare la propria preferenza a prodotti confezionati perché considerati più sicuri a livello igienico, veloci da identificare e da scegliere nel punto vendita, e agli alimenti definiti “comfort food”,

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