C’è un paradosso che riguarda il cibo. Per tutta la durata della fase più acuta della vicenda coronavirus il settore della distribuzione alimentare è stato uno di quelli più attivi.
Per fortuna di noi consumatori e per fortuna degli operatori.
La filiera alimentare ha retto e piuttosto bene.
Non è stato così per i ristoratori, a parte qualche eccezione con il delivery, per i più si è trattato di una serrata totale e sofferta. Ora che stiamo per entrare nella “fase due” le difficoltà sembrano far procedere con il freno a mano tirato.

Limitazioni, accorgimenti, divieti, attrezzature necessarie e troppo spesso mancanza di chiarezza fanno sì che il compito di invogliare la clientela da parte dei gestori di locali pubblici sia davvero impervio!
A loro è chiesto uno sforzo notevole di inventiva, nelle formule e nelle proposte gastronomiche.
Certamente non sarà come prima, sperando in un tempo veloce da superare, bisognerà adattarsi tutti a questa evenienza.
Piatti unici, pietanze più veloci da preparare, turnazione oltre a formule tipo il già citato delivery e la street food le soluzioni più certe.
Un’idea per venire incontro agli operatori (con un occhio anche ai posti di lavoro) potrebbe essere l’uso di strutture pubbliche attrezzate a centri di ristorazione. Una sorta di Palaristorante. Fiera di Genova, area del Porto Antico, tensostrutture in altre zone strategiche della città allestite di tutto punto con i posti auto relativi.
Istituzioni, associazioni di categoria chiamati all’opera come facilitatori e organizzatori.
In questo modo ogni ristorante potrebbe cucinare presso la sua cucina ma servire la propria clientela in aree attrezzate senza dover rinunciare a coperti e senza dover intervenire sugli arredi, sovvertendo l’impronta del locale mortificandolo con brutti e costosi apparati.
Un’idea ma anche una dimostrazione di affetto verso un settore trainante, dietro a ogni insegna di locale ci vive tanta gente. Insomma: andiamo al Palaristorante.
Ad maiora
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C’è un paradosso che riguarda il cibo. Per tutta la durata della fase più acuta della vicenda coronavirus il settore della distribuzione alimentare è stato uno di quelli più attivi.
Un’idea per venire incontro agli operatori (con un occhio anche ai posti di lavoro) potrebbe essere l’uso di strutture pubbliche attrezzate a centri di ristorazione. Una sorta di Palaristorante. Fiera di Genova, area del Porto Antico, tensostrutture in altre zone strategiche della città allestite di tutto punto con i posti auto relativi.






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