NON FARE IL SALAME!

Se dovessimo Non fare il salamegiudicare questo antico insaccato dai modi di dire ne verrebbe certamente fuori un giudizio poco lusinghiero.
“Rimanere appeso come un salame”, “Non fare il salame”, Legato come un salame,
“Avere gli occhi foderati con due fette di salame” … per non dire poi dei riferimenti allusivi (sbagliati) della variante toscana rinomata come Finocchiona.
Eppure la sua tradizione è così lontana nel tempo e ricca di apprezzamenti tanto da essere diffuso dal nord al sud del nostro Paese.
Il Ministero delle politiche agro-alimentari nel suo elenco ufficiale ne riconosce ben 114 varietà.
non fare il salameGeneralmente di carne di maiale, magari con l’aggiunta di parti di bovino, ma anche di cinghiale, di cavallo, di oca e …
Si è arrivati anche a farne delle versioni di tonno e per non farsi mancare nulla pure dolce, ma questa è un’altra storia.
Al nord più essenziali al sud più grintosi con abbondanti aggiunte di spezie (‘Nduja).
Il suo nome pare abbia origine dalla crasi dei nomi sale e maiale, ma qualcuno suggerisce anche riferimenti al termine turco (?) selamlik poi tradotto in salemelecco.
non fare il salamePer il salame non mancano i riferimenti letterari dal più illustre Niccolò Machiavelli ai “Racconti del Salame” di Presta e Dose per non far torto alla celebre filastrocca: “Hai fame? Tira la coda al cane che ti dà pane e salame” e poi il grande Jacovitti (il bambino mai cresciuto secondo Sgarbi) con i suoi curiosi salami animati.
Da noi il salame per eccellenza è quello di Sant’Olcese (un tempo anche quello di Orero) con il Salumificio Parodi che vanta la storia più antica.
E per finire un po’ di “ricette” di design&salame.
Buona cucina

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