Sarà Mattia Congia, giovane chef genovese, a guidare la cucina del Santamonica di Lungomare Lombardo a Genova. Una scelta meditata, quella di Monica Capurro e del marito Andrea Giachino, ma con un occhio al futuro. Uno sguardo concreto alla ricerca di un deciso balzo di qualità.
Nei giorni scorsi siamo andati a svelare l’arcano e abbiamo assaggiato solo alcuni piatti.  insomma abbiamo fatto i segugi . La la mano di Mattia Congia l’avevamo già testata, con soddisfazione, in occasione della sua permanenza al Maticrak di Nervi.

 




Abbiamo intuito una decisa evoluzione. Tutto  nel senso di una forte  contemporaneità che ha preso il netto sopravvento su alcune sperimentazioni , alla fin fine, poco consone alle aspettative del genovese medio. 
Per quanto abbiamo visto, per quanto vi proponiamo, Mattia Congia, oggi, aderisce in modo molto evidente a quello che è la scelta del Santamonica e dei suoi instancabili proprietari.

 

Allo stato attuale delle cose, quello che emerge da un Mattia Congia, molto concentrato sulla produzione in questo momento, è il ritratto di uno “chef creativo”. I conti con l’esperienza molecolare , così forse era stata definita da altri , sono stati chiusi in modo perentorio.

 

Giovane è anche la brigata con Mario Ajazi e Andrea Verduci (nella foto) a supportare lo chef

 

L’impressione che ne abbiamo ricavato, è che tra la proprietà e lo chef ci sia un buon feeling, un mix di passioni e di ambizioni. Un incontro  che può portare, il Santamonica in alto in un  panorama, non proprio fortunato della gastronomia genovese in questo difficile inizio di 2019.

 




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