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Le besagnine dell’Annunziata: ce le racconta Mauro Salucci

Le besagnine ad inizio secolo in Piazza dell’Annunziata. Gli orti ed in genere gli appezzamenti coltivabili in Genova, a causa della sua conformazione morfologica, sono sempre stati ristretti , a differenza di altre zone liguri come la piana d’Albenga.
Le besagnineLa zona alluvionale più ricca di territori idonei ad orti e coltivazione di frutta e legumi ed ortaggi in genere era la Valbisagno. Il termine “bisagnino” o “besagnino” indica appunto l’appartenente alla Val Bisagno, ma anticamente, besagnino era colui che entrava in Genova per vendere la propria frutta e verdura. Ancora oggi, la definizione di besagnin, connota uno venuto da fuori e particolarmente rude nei modi, “sgreuzzo”. Le contadine, quindi besagnine, erano al centro di una festa, quella di San Michele di Coronata, guarda caso un posto famoso per il vino e gli orti. La festa delle besagnine durava due giorni ed iniziava il 29 settembre di ogni anno. Due giorni a mangiare e tracannare vino bianco di Coronata. Scrisse il “Giornale di Genova”: “Sono donne cannone, pesi massimi. Ognuna mangia per tre e beve per cinque. Gli astanti si divertono un mondo a vederle”.

 

 

 

 

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