Vi siete mai domandati del perché nelle vignette di Jacovitti ci sia quasi sempre un salame? Secondo alcuni si tratterebbe di un retaggio della fame patita in età giovanile durante la guerra.Il giovane fumettista in quel periodo era così “smilzo” tanto da essere soprannominato – lisca di pesce-
Ad avvalorare questa tesi la presenza ironica nei suoi lavori di una lisca, quasi come un autografo.
Per altri invece una tecnica che l’autore adottava per riempire gli spazi vuoti delle sue tavole.
Ossessione o passione per l’insaccato a me piace pensare ad un colpo di genio di uno dei più grandi vignettisti italiani del ‘900. Benito Jacovitti – Termoli 9/3/1923 – Roma 3/12/1997)
Buona cucina
Condividi:
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest

Vi siete mai domandati del perché nelle vignette di Jacovitti ci sia quasi sempre un salame? Secondo alcuni si tratterebbe di un retaggio della fame patita in età giovanile durante la guerra.Il giovane fumettista in quel periodo era così “smilzo” tanto da essere soprannominato – lisca di pesce-
Per altri invece una tecnica che l’autore adottava per riempire gli spazi vuoti delle sue tavole.






Devi effettuare l'accesso per postare un commento.