Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, è sposato e padre di due figli. E’ cultore di storia, e collabora con diverse riviste e periodici . E’ inoltre apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Ha pubblicato “Taccuino su Genova” (2016) e “Madre di Dio”(2017).SALUCCI SUL WEB
Siamo i mai stati giovani. Da decenni percorriamo il centro storico. Nei momenti bui ci tuffiamo nel ventre della città. Le mura ci rassicurano. Non ci fidiamo molto della televisione. Ci stuzzica comunque la notizia di questo locale “C’era una volta” che ha vinto 5000 euro in una puntata di Sky con lo Chef Borghese, figlio della Barbara Bouchet. Convinti che un locale parla anche senza sedersi a tavola, ci infiliamo in vico Casana lasciando alla nostra destra il Britannia Pub, luogo d’incontro della comunità inglese a Genova. Giunti infine al portone , restiamo positivamente colpiti dall’androne, con i muri grezzi rifiniti a strisce nere e bianche e dal menù. Pigliando a caso picagge al tocco, trippe in insalata con pesto, torta di carciofi, antipasti di totani in insalate, carne all’aggiadda. Noi che abbiamo fatto nostre le lezioni del compianto Rebora ma anche del Raspelli ruspante che scriveva trent’anni fa sulla Stampa nonché del di/vino Veronelli, saliamo le scale incoraggiati ed incuriositi. Sulla sinistra un busto marmoreo di uomo riporta in una nicchia un messaggio misterioso: “Onorò la Liguria et le sue genti e volle rimanere innominato.”
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La cosa si fa sempre più interessante, quando al piano rialzato apriamo la porta del locale e chiediamo di scattare qualche foto. La risposta è molto cordiale, veloce ma succinta. Si capisce che c’è molto da fare. Una finestra che dà sull’interno consente, come nella migliore tradizione, di vedere il personale in cucina.
Infine, la trattoria viene inondata costantemente di profumi di cima bollita, vapori di acque sempre calde che lessano pansoti, ravioli e mandilli di seta. Oggetti ed arredi vintage danno un’idea di luogo accogliente e di casa della Genova che fu. Ma qui c’è da lavorare. Lasci queste genti volenterose vestite di bianco alle loro febbrili attività. Complimenti.
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Siamo i mai stati giovani. Da decenni percorriamo il centro storico. Nei momenti bui ci tuffiamo nel ventre della città. Le mura ci rassicurano. Non ci fidiamo molto della televisione. Ci stuzzica comunque la notizia di questo locale “C’era una volta” che ha vinto 5000 euro in una puntata di Sky con lo Chef Borghese, figlio della Barbara Bouchet. Convinti che un locale parla anche senza sedersi a tavola, ci infiliamo in vico Casana lasciando alla nostra destra il Britannia Pub, luogo d’incontro della comunità inglese a Genova. Giunti infine al portone , restiamo positivamente colpiti dall’androne, con i muri grezzi rifiniti a strisce nere e bianche e dal menù. Pigliando a caso picagge al tocco, trippe in insalata con pesto, torta di carciofi, antipasti di totani in insalate, carne all’aggiadda. Noi che abbiamo fatto nostre le lezioni del compianto Rebora ma anche del Raspelli ruspante che scriveva trent’anni fa sulla Stampa nonché del di/vino Veronelli, saliamo le scale incoraggiati ed incuriositi. Sulla sinistra un busto marmoreo di uomo riporta in una nicchia un messaggio misterioso: “Onorò la Liguria et le sue genti e volle rimanere innominato.”







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