Sfatiamo un mito: non si può parlare bene degli amici, altrimenti chissà cosa c’è sotto. Il sottoscritto è amico di Enrico Vinelli, Daniele Rebosio e Alessio Silesu. Conosco molti dei loro percorsi professionali e ho condiviso con loro numerose discussioni di vita e di cucina. E voglio parlarne bene, come ho fatto in altre occasioni, anche in merito alla piacevole serata trascorsa all’Hostaria al Mercato. Diciamolo subito: hanno intrapreso un percorso di gusto “possibile”, partendo da una struttura che, fino a quel momento, non aveva inanellato performance degne di rilievo.
Uno sguardo al menù ci rivela molto della strada intrapresa dall’Hostaria. I piatti sono quelli della tradizione, ovviamente rivisitati, ma senza scivolate avventate, piuttosto con un giudizioso sguardo al passato. Che ne dite di un piatto che si chiama “Lattughine di nonna Tecla in brodo”? È facile innamorarsene, e lo abbiamo fatto… I sapori sono ricchi e autentici. E ancora, il menù ci propone acciughe impanate e fritte, cuculli alle erbette liguri e le focaccette di Crevari. C’è la cima alla genovese, servita con una bella giardiniera di verdure, e molto altro. Il benvenuto ce lo siamo fatti offrire con un giro di fritture che ci siamo “scofanati” con piacere. Ci sarebbero stati i pansoti, solo assaggiati, ma centrati nel loro retrogusto di preboggion, con quel tocco di amaro che è un marchio di fabbrica. Ma avevamo voglia di un salutare minestrone. Le verdure sono tagliate a pezzi, e poi c’è un fondo denso: lo scucuzzun e un dolce massaggio di ricordi al palato.
Il vino? Ha fatto tutto Alessio Silesu, con un consigliatissimo Apogeo. Visto che si è assunto l’onere, diamogli anche l’onore di averci fatto bere bene.
Ottimi piatti, da Hostaria al mercato, confezionati con cura ed eleganza. Prezzi che si collocano tra cielo e terra: una media di 14 € per antipasti e primi, e un solo secondo, il pescato alla ligure, a 20 €. Insomma, ci sta tutto. Uno staff giovane e preparato, con un’atmosfera davvero bella, senza essere invadente. Ci siamo salutati con un Gin Tonic al momento del caffè. Succede tra amici.
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