Nella piazzetta di San Nicola, nel quartiere di Castelletto si sente al mattino il profumo dei polli appena cotti arrosto. Il profumo arriva fino alla fermata dell’autobus, contagiando anche il più volenteroso a resistere.
Questo piccolo angolo di Castelletto è particolarmente organizzato. Infatti  c’è tutto, dal supermercato al pescivendolo e, appunto, questo macellaio molto ben rifornito.
Nella vetrina preparazioni artigianali di piatti pronti di Giacomino macellaio di Castelletto,  ci sono ripieni di verdure, vitello tonnato, insalata russa e scelta di preparati da cuocere come carni già panate, bianche e rosse. La pregiata e tradizionale cima genovese. Il clima con la clientela è spesso molto familiare, clienti a volte conosciuti per cognome o nome da diversi anni.

Giacomino macellaio di Castelletto Alcuni clienti frequentano il negozio dagli anni cinquanta. Completa l’esposizione una buona varietà di pezzi da arrosto, da taglio, da bollito per tutte le esigenze e soprattutto per tutte le tasche. “A latere” un fornito emporio con specialità liguri artigianali gastronomiche dell’entroterra e non. Particolarmente pregiati i prodotti di Carlo di Montebruno, ultimo forno a legna del paese.
Sono con Maurizio Sciaccaluga, uno di Giacomino macellaio di Castelletto
“Lavoro presso questa macelleria da quando avevo diciassette anni, ed io sono della classe ‘56. Il negozio si trova nella posizione attuale dagli anni 50, e prima era ubicato vicino alle attuali Poste di Corso Firenze.
Giacomino macellaio di Castelletto Papà si chiamava Giacomo Sciaccaluga ed era detto da tutti Giacomino, un nomignolo di simpatia che forse gli venne affibbiato per il fatto di essere il più piccolo dei tre figli, due maschi ed una femmina. Il papà di Giacomo, il mio bisnonno, aveva un negozio di commestibili e varie, uno di quegli esercizi che potremmo chiamare empori del vecchio entroterra. Aveva iniziato l’attività come garzone dal macellaio del paese di Apparizione ed era venuto qui in Circonvallazione a monte a gestire la macelleria delle Sorelle Rossi.
Quando le sorelle negli anni cinquanta si ritirarono, mio papà continuò con la moglie Fernanda l’attività. Quando siamo scesi in città vivevamo tutti assieme ed i nonni materni si occupavano di noi mentre i nostri genitori stavano in negozio.
Ancora oggi, dopo anni, viviamo in via Sivori. Io e mio fratello Danilo, che ha continuato l’attività con me dopo che è mancato papà con i suoi preziosi insegnamenti in questa attività che richiede grande impegno.
Papà, quando lavorava qui, prendeva il treno a Genova e il mercoledì andava ad Asti a fare il mercato delle bestie. Trovata la merce adatta per lui, tornava a Genova. Ci ha insegnato a puntare sempre sulla qualità e a controllare sempre personalmente la provenienza dei capi che vendevamo. Mio padre conobbe un sacco di contadini, perché una volta gli allevatori di professione non esistevano.
Ancora oggi io ho rapporti con i figli di queste persone che conosciamo da decenni. Ci riforniamo, come negozio, dalla provincia di Cuneo e Alessandria. In particolare la razza bovina piemontese e derivati. Quasi tutta la carne è di bestia femmina. C’è stato un periodo in cui siamo riusciti a commerciare bene anche carne dell’Antola.
Giacomino macellaio di CastellettoOggi come oggi è fondamentale l’alimentazione con cui viene cresciuto il bestiame. Noi puntiamo per questo motivo sulla conoscenza e il rispetto reciproco dei fornitori.
Personalmente non ho rimpianto di non essere andato a scuola, perché amo il mio lavoro. Mi raccontava mia mamma che mi teneva nel retrobottega e mi allattava lì, questo è un ricordo che ho. Mio fratello, come in tutte le famiglie, ha fatto la parte di quello che doveva studiare e si è laureato in Economia e Commercio. Ancora oggi, fortunatamente, si occupa della gestione contabile della ditta. Ma Giacomino macellaio di Castelletto non è solo carne di pregio.
Pensando al quartiere di Castelletto che è velocemente cambiato, ricordo le mamme che ci guardavano giocare dalle finestre. Molte cose sono cambiate, una volta le attività commerciali erano una vera e propria risorsa che passava da padre in figlio, custodita gelosamente. Adesso le saracinesche tirate giù non si contano. La crisi è degenerata anche sotto il profilo commerciale. Una volta i negozi erano un presidio per le strade e per la vivibilità della città.
Noi facciamo quello che possiamo per tenere vivo il quartiere con le luminarie, specie sotto le feste, anche se ultimamente abbiamo deciso di devolvere questa disponibilità di denaro in beneficenza.”

San Nicola è un luogo d’importanza storica. Ricordiamo: il 23 aprile tutti i capi della Resistenza del C.N.L. hanno in mano una busta chiusa. Dentro alla busta c’è un santino che indica la chiesa dove si terrà l’incontro per prendere decisioni drastiche sulla liberazione di Genova dai nazisti. Al pomeriggio viene dato il via: le buste vengono aperte. Il Santo è San Nicola. Alle 20.30 nella chiesa omonima Paolo Emilio Taviani presiede la riunione. Passata l’una del giorno successivo si scende dalle alture ed alle quattro si iniziano ad udire in città i primi spari. È un attimo ed esplode la rivolta. Frotte di popolo scendono nelle strade, accerchiando il Comune, la Questura, le carceri. Dai giorni dell’insurrezione del Balilla non si assisteva ad uno spettacolo simile. Il conto dei morti sarà pesantissimo: centinaia, più quelli italiani che quelli tedeschi. La battaglia più dura ed impegnativa si combatte proprio in Piazza De Ferrari. Il comandante tedesco Meinhold, che ha il quartier generale a Savignone, prima minaccia di far bombardare la città da Monte Moro. Successivamente decise di  trattare  la resa recandosi a bordo di un’ambulanza a Genova per cedere le armi. Intanto Hitler da Berlino freme di sdegno e condanna verbalmente a morte il suo ufficiale. Taviani annuncia “Uccideremo come criminali di guerra tutti i prigionieri tedeschi, non appena la prima cannonata venisse sparata sulla città”. La mattina del 26 aprile 1945 il proclama:”Genova è libera. Genova è libera. Popolo genovese esulta! Per la prima volta nel corso di questa guerra un corpo d’esercito agguerrito e ben armato si è arreso al popolo, al popolo genovese”.

Mauro Salucci
Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato  cultore di storia,  collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di  “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) e   "Forti pulsioni" (2018) dedicato a Niccolò Paganini. ULtimo arrivato  il libro dedicato ad un sestiere genovese importante come quello di " Portoria e Molo". Mauro Salucci lo potete anche leggere su SALUCCI  SUL WEB.

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